Per il Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, Francesco Tagliente, nell’ottantesimo anniversario dell’Assemblea Costituente, del Referendum istituzionale e del primo voto delle donne, la memoria della Festa della Liberazione si intreccia con l’alba della Repubblica e con le conquiste democratiche che hanno dato forma alla Costituzione italiana
AgenPress. Quest’anno la ricorrenza assume un significato ancora più profondo, intrecciandosi con l’ottantesimo anniversario dell’Assemblea Costituente e con la conquista del diritto di voto alle donne: passaggi storici che segnano l’ingresso pieno del popolo italiano nella vita democratica e l’alba della Repubblica.
La partecipazione femminile al voto rappresentò una svolta epocale, completando il processo di inclusione democratica e rafforzando in modo decisivo il principio di uguaglianza su cui si fonda la nostra Repubblica. In quel momento si consolidò non solo una nuova architettura istituzionale, ma anche una rinnovata idea di cittadinanza, fondata sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa.
In questa prospettiva, il 25 aprile si conferma come radice viva della nostra identità repubblicana: non una semplice commemorazione, ma un esercizio di responsabilità collettiva, capace di orientare il presente e di rafforzare il tessuto democratico. Non rappresenta soltanto il ricordo di una data fondativa, ma il rinnovarsi di un impegno: custodire i valori della Resistenza significa rendere attuale il significato stesso della Repubblica, fondata sulla partecipazione consapevole dei cittadini e sulla centralità della dignità umana.
In questo quadro, assume particolare rilievo il ruolo delle istituzioni repubblicane, chiamate a rappresentare, anche simbolicamente, l’unità del Paese attorno ai valori fondanti della Costituzione. La partecipazione congiunta delle più alte cariche dello Stato, come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alle celebrazioni del 25 aprile testimonia come la memoria della Liberazione possa e debba essere riconosciuta come patrimonio comune, al di là delle legittime differenze politiche.
In una fase segnata da tensioni internazionali, incertezze economiche e trasformazioni sociali, il richiamo ai valori della Liberazione acquista un significato ancora più attuale. La libertà, la democrazia, la dignità della persona e la partecipazione non sono conquiste acquisite una volta per tutte, ma principi da rinnovare quotidianamente attraverso l’impegno collettivo.
È in questa prospettiva che il 25 aprile può sempre più configurarsi come una autentica festa di tutti: non terreno di divisione, ma occasione di coesione civile e di responsabilità condivisa, nel segno della Costituzione italiana e dell’unità nazionale. In questo spirito si rinnova anche la tradizionale cerimonia all’Altare della Patria, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato, quale espressione viva di una memoria comune capace di parlare al presente e di orientare il futuro.
