AgenPress. Sentire i commenti sui risultati elettorali avverto fastidio. Non riesco a capire le considerazioni dei vincitori che sono tutti senza nessun perdente. Si segue una lettura dei numeri con chi osa fare dai risultati elettorali pronostici per i futuri appuntamenti.
Che si manifesti la disaffezione al voto anche nelle tornate elettorali locali non è un tema. Che si affermino le operazioni personali dove signorie inedite giocano una loro partita dal corto respiro, perché gli orizzonti della politica si restringono e si oscurano, non è un problema.
Anzi qualcuno ha auspicato l’accelerazione di una legge elettorale illiberale e della riforma costituzionale del premierato, usate come uno scalpo sui presunti perdenti. Ma in questo caso non è lo scalpo dei perdenti, che non si sa chi siano veramente così come i vincitori, ma della politica e delle libertà civili.
C’è sempre la speranza che sorga un moto dalla base per costruire percorsi diversi dove i flussi culturali, le idealità sottraggano il cittadino elettore dai condizionamenti. Quando la politica si appanna le idee si illanguidiscono, gli spazi elettorali vengono gestiti da bravi affabulatori in assenza di progettualità.
Il Paese arranca ha il fiato grosso ecco subito entrare in campo illusionisti esperti. Ancora si punta al bipolarismo che fino ad oggi non ha sbloccato ma ha radicalizzato le situazioni. Non si recupera la politica sé non si definisce una area intermedia che moderi e riequilibri le situazioni.
Si dice bisogna sapere il giorno del voto chi vince. Vincono coalizioni eterogenee, diverse e distanti anche nel loro interno, dove prevalgono le punte estreme. Un’area di centro si costruisce con le preferenze, con un sistema proporzionale non finto.
Bisogna, abbattere perimetri soffocanti perché le idee circolino con dirigenti che ne abbiano padronanza. Una controrivoluzione pacifica per superare l’attuale sistema prodotto dal disegno eversivo degli ‘90.
Il sogno del Paese, auspicato da Veltroni in astratto sul Corsera può divenire realtà, se si abbattono sovrastrutture pesanti gestite senza visione. Io sogno che si rimettano nel circuito della storia, energie e vene culturali cattoliche e progressiste socialiste democratiche riformiste, che si intestino una stagione dove c’ è politica. Possiamo dire dunque un’area mediana in fermento che faccia sognare e rimuova il clima degradato di oggi, vuoto senza speranza.
Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro).
