AgenPress. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha annunciato il suo addio al Partito Democratico, segnando una delle rotture più significative degli ultimi anni all’interno dell’area riformista del centrosinistra italiano. La decisione è stata resa pubblica attraverso un’intervista concessa al quotidiano Il Foglio, diretto da Claudio Cerasa.
“La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”, ha dichiarato Pina Picierno, motivando così una scelta maturata dopo mesi di crescente distanza dalla linea politica del partito.
L’eurodeputata era da tempo considerata una delle voci più critiche nei confronti della segreteria guidata da Elly Schlein. Le divergenze si sono manifestate soprattutto sui temi della politica estera, del sostegno all’Ucraina e dell’approccio verso i regimi autoritari, questioni sulle quali Picierno ha più volte chiesto una posizione più netta e meno sfumata da parte del Pd.
Nell’intervista al Foglio, la vicepresidente dell’Eurocamera ha spiegato che il Partito Democratico avrebbe progressivamente smarrito la sua vocazione riformista, preferendo la difesa della propria identità alla capacità di interpretare e governare la complessità del mondo contemporaneo. Secondo Picierno, una forza politica che ambisce a governare non può limitarsi a rappresentare una parte della società, ma deve essere in grado di costruire consenso, assumersi responsabilità e indicare una direzione credibile per il Paese.
L’addio al Pd non rappresenta però un ritiro dalla politica. Secondo fonti vicine all’eurodeputata, Picierno sarebbe pronta ad aderire al Partito Democratico Europeo, guidato da Sandro Gozi e collocato nel gruppo liberale e riformista Renew Europe al Parlamento europeo.
La scelta di Picierno apre inevitabilmente una riflessione più ampia sul futuro dell’area moderata e riformista del centrosinistra. Le sue parole rappresentano infatti non solo una critica alla direzione intrapresa dal Pd, ma anche un appello alla costruzione di un nuovo progetto politico capace di aggregare forze europeiste, liberaldemocratiche e riformiste con l’obiettivo dichiarato di tornare competitivi sul piano elettorale.
Per il Partito Democratico si tratta di una perdita politicamente rilevante: Picierno era una delle figure più conosciute e autorevoli a livello europeo, oltre a rappresentare una sensibilità che continua a rivendicare una collocazione fortemente atlantista, europeista e garantista. Il suo addio certifica una frattura che negli ultimi anni era diventata sempre più evidente e che ora si traduce in una separazione formale destinata ad alimentare il dibattito sul futuro degli equilibri nel campo progressista italiano.
