Delitto di Garlasco, Marco Poggi: “Si è giocato sulla vita e sulla morte di Chiara. Mai avuto contatti son Alberto Stasi”

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AgenPress. Per la prima volta in quasi vent’anni, Marco Poggi ha scelto di parlare pubblicamente in televisione del delitto che nel 2007 sconvolse l’Italia e distrusse la sua famiglia. Lo ha fatto durante la puntata di “Quarto Grado” andata in onda la sera del 5 giugno, affrontando il dolore per la perdita della sorella Chiara e le conseguenze delle nuove piste investigative emerse negli ultimi mesi.

Nel corso dell’intervista, il fratello di Chiara Poggi ha espresso tutta la sua amarezza per il modo in cui il caso è tornato al centro dell’attenzione mediatica. “Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara”, ha dichiarato. “Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle che riguardano lei e il voler rovinare il suo ricordo”.

Marco Poggi ha raccontato anche il disagio vissuto a causa delle ipotesi investigative che, nel tempo, hanno coinvolto indirettamente anche lui. “Essere accusato di essere coinvolto mi ha fatto male”, ha spiegato. Secondo Poggi, alcune delle piste circolate negli anni avrebbero potuto essere ridimensionate già nelle prime fasi delle indagini. “Chi indagava poteva smorzare alcune piste”, ha aggiunto.

Nel corso dell’intervista, ha inoltre rivelato di non aver mai avuto contatti con Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara condannato in via definitiva per l’omicidio.

Tra i passaggi più significativi del suo intervento, anche il riferimento alle modalità con cui è stato acquisito il suo DNA nell’ambito delle recenti attività investigative. “Anche il prelievo del Dna di nascosto, dalla spazzatura o con modalità strane come nel mio caso, non è una cosa che ti fa piacere, perché la morte di Chiara è qualcosa di nostro”, ha sottolineato.

Parole che testimoniano il peso umano e personale di una vicenda che continua a essere oggetto di approfondimenti e nuove verifiche giudiziarie. Marco Poggi ha infine manifestato il disappunto della famiglia per essere stata tenuta ai margini delle ultime indagini: “Essere tenuti così in disparte ci ha amareggiato”.

A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il dolore dei familiari resta immutato. Le dichiarazioni di Marco Poggi riportano l’attenzione non solo sugli aspetti investigativi del caso, ma anche sulle conseguenze che una lunga esposizione mediatica può avere su chi, da anni, convive con una perdita mai superata.

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