La Corte costituzionale francese boccia il divieto dei social agli under 15. Macron prepara una nuova legge

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AgenPress. La Corte costituzionale francese ha bocciato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, una delle misure più discusse della politica francese sulla tutela dei giovani online. La decisione, arrivata venerdì 14 agosto, ha stabilito che il provvedimento introduce una limitazione eccessiva della libertà di espressione e comunicazione dei minori.

I cosiddetti “Saggi” hanno ritenuto che il divieto costituisca un’“attenuazione non adattata, necessaria e proporzionata” di una libertà fondamentale. Secondo il Consiglio costituzionale, infatti, impedire in modo generalizzato agli under 15 di accedere ai social rappresenta una misura troppo restrittiva rispetto all’obiettivo dichiarato di proteggere i minori.

A pesare sulla decisione non è stata soltanto la questione della libertà di espressione. Il Consiglio costituzionale ha sollevato anche dubbi sulle modalità con cui sarebbe stato necessario verificare l’età degli utenti.

La legge avrebbe infatti imposto, direttamente o indirettamente, un sistema attraverso il quale gli utenti avrebbero dovuto dimostrare la propria età per poter accedere ai servizi interessati. Secondo i giudici costituzionali, il testo non stabiliva garanzie sufficientemente precise sulle modalità e sui limiti di questa verifica, con possibili conseguenze anche sul diritto alla privacy degli utenti, compresi gli adulti.

Il Parlamento francese aveva approvato definitivamente la legge il 21 luglio, con l’obiettivo di farla entrare in vigore dal primo settembre. La misura avrebbe fatto della Francia il primo Paese dell’Unione europea a introdurre un divieto generalizzato dei social per gli under 15.

La bocciatura costituzionale non sembra però destinata a chiudere la partita. Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto al primo ministro Sébastien Lecornu di riscrivere il provvedimento, elaborando un testo “giuridicamente robusto” e compatibile sia con le indicazioni del Consiglio costituzionale sia con il quadro normativo europeo.

L’obiettivo dell’Eliseo resta ambizioso: arrivare a una nuova normativa entro la primavera del 2027. Macron ha quindi deciso di trasformare la bocciatura in un passaggio intermedio, chiedendo al governo di trovare una soluzione che consenta di tutelare i minori senza comprimere in modo sproporzionato i loro diritti fondamentali.

La decisione riapre così uno dei principali interrogativi della politica digitale europea: come proteggere bambini e adolescenti dai rischi dei social senza trasformare la tutela in una limitazione generalizzata dell’accesso a Internet.

Il provvedimento francese nasceva dalla crescente preoccupazione per fenomeni come cyberbullismo, disturbi del sonno, dipendenza dagli schermi e possibile esposizione dei più giovani a contenuti dannosi. Il problema, secondo il Consiglio costituzionale, non è dunque necessariamente l’obiettivo della legge, ma il modo scelto per raggiungerlo.

La sfida per il governo francese sarà ora costruire un sistema più mirato: una normativa capace di proteggere i minori, ma che preveda garanzie sufficienti per la libertà di espressione, la comunicazione e la privacy.

La partita, dunque, è tutt’altro che conclusa. Il divieto agli under 15 è stato fermato nella sua forma attuale, ma Macron ha già indicato la strada: una nuova legge dovrà arrivare entro la primavera del 2027.

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