AgenPress. Lo scontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, si arricchisce di un nuovo capitolo. A meno di ventiquattro ore dall’ultimo botta e risposta, il leader americano è tornato all’attacco con un messaggio pubblicato sul suo social Truth, accusando la premier di voler riallacciare i rapporti personali con lui per recuperare consenso politico.
«Vuole tornare a essere mia amica per far risalire i suoi “numeri”. No grazie», ha scritto Trump, sostenendo che Meloni starebbe cercando di recuperare il rapporto privilegiato che aveva caratterizzato i primi mesi del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Il presidente americano ha inoltre collegato il calo di popolarità della leader italiana alle divergenze emerse sulla crisi con l’Iran e sulle scelte di politica estera adottate da Roma nelle ultime settimane.
La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere. Con parole altrettanto nette, Meloni ha respinto le accuse definendole prive di fondamento. «La mia popolarità non ti riguarda ed essere tua amica non mi ha certo favorita», ha replicato la presidente del Consiglio, sottolineando come il proprio consenso politico non dipenda dal rapporto personale con il presidente statunitense ma dalle scelte compiute dal governo italiano.
La premier ha inoltre invitato Trump a concentrarsi sulle questioni interne americane piuttosto che sugli equilibri della politica italiana, in una risposta che segna una netta presa di distanza rispetto al clima di collaborazione che aveva caratterizzato i rapporti tra i due leader negli ultimi anni.
Nonostante la durezza dello scontro, Giorgia Meloni ha scelto di chiudere la polemica con un richiamo alla responsabilità istituzionale. «Non tornerò sull’argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito», ha scritto la presidente del Consiglio, lasciando intendere la volontà di evitare un’ulteriore escalation verbale tra Roma e Washington.
La vicenda evidenzia una frattura sempre più profonda tra due leader che fino a pochi mesi fa venivano considerati tra i principali punti di riferimento del fronte conservatore occidentale. Le divergenze emerse sulla gestione delle crisi internazionali e sul ruolo degli alleati nella Nato stanno progressivamente trasformando quella che era stata una relazione politica privilegiata in uno dei dossier diplomatici più delicati del momento.
