Dai simboli della Repubblica all’omaggio alle vittime del terrorismo, fino al futuro della sicurezza: la Questura di Roma accoglie gli Insigniti OMRI
AgenPress. Dopo il convegno svoltosi al Senato della Repubblica sul riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, i circa centoventi rappresentanti della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, provenienti da tutte le regioni d’Italia, hanno fatto tappa alla Questura di Roma.
La visita si è aperta con un momento di raccoglimento davanti al Muro della Memoria, dedicato alle vittime del terrorismo della Polizia di Stato, unendo idealmente il valore dei simboli della Repubblica al ricordo di quanti hanno servito lo Stato fino all’estremo sacrificio. La delegazione ha quindi visitato la Sala Operativa e il Centro per la Gestione della Sicurezza dei Grandi Eventi, il cuore tecnologico e organizzativo attraverso cui viene coordinata quotidianamente la sicurezza degli appuntamenti più complessi della Capitale.
Ad accogliere la delegazione è stato il Questore di Roma, Roberto Massucci, che ha guidato gli ospiti nella visita alla Sala Operativa e al Centro per la Gestione della Sicurezza dei Grandi Eventi, illustrando l’organizzazione, le tecnologie e i sistemi di coordinamento che consentono alla Polizia di Stato di governare il controllo del territorio e la gestione delle situazioni di maggiore complessità.
Un percorso che ha permesso agli Insigniti OMRI di conoscere da vicino il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia di Stato impegnati, ventiquattr’ore su ventiquattro, a garantire sicurezza ai cittadini, ai turisti e ai pellegrini che vivono e visitano Roma.
La visita è stata anche l’occasione per ripercorrere l’evoluzione della Sala Operativa della Questura di Roma, una struttura che racconta, attraverso la propria storia, la trasformazione del sistema italiano della sicurezza pubblica: dall’introduzione delle prime tecnologie informatiche fino agli attuali modelli integrati di comando e controllo.
Il primo grande progetto di informatizzazione prese avvio negli anni Ottanta e si sviluppò attraverso un’approfondita attività di studio e confronto con alcune delle più avanzate centrali operative europee, tra cui quelle della Metropolitan Police di Londra (Scotland Yard), della Polizia di Francoforte, della Polizia di Madrid e della Préfecture de Police di Parigi.
L’esperienza maturata in quelle realtà consentì di progettare una Sala Operativa che, già nei primi anni Novanta, divenne un punto di riferimento internazionale. Nel solo primo anno di piena operatività, ben settantadue delegazioni straniere visitarono la Questura di Roma per conoscere l’organizzazione e le soluzioni tecnologiche adottate, riconoscendo nella Centrale Operativa romana una delle realtà più avanzate nel panorama mondiale.
La seconda grande fase di trasformazione si sviluppò tra il 2010 e il 2012, quando emerse la necessità di aggiornare ulteriormente il sistema e adeguarlo alle nuove esigenze di una Capitale chiamata a ospitare eventi sempre più complessi, con una presenza contemporanea di milioni di persone.
L’obiettivo non era soltanto quello di rinnovare le tecnologie, ma di ripensare l’intero modello di comando e controllo, realizzando una struttura capace di gestire simultaneamente più eventi di ordine pubblico e scenari caratterizzati da una straordinaria complessità operativa.
In questa prospettiva fu realizzato il Centro per la Gestione della Sicurezza dei Grandi Eventi, una struttura innovativa destinata a consentire il coordinamento operativo, in tempo reale, tra Polizia di Stato, Forze e Corpi di polizia, amministrazioni pubbliche ed enti chiamati a concorrere alla sicurezza in occasione di appuntamenti nazionali e internazionali, anticipando le esigenze dei grandi eventi che avrebbero interessato la Capitale, dai Giubilei alle manifestazioni di rilievo mondiale.
La modernizzazione del 2012 produsse risultati concreti: il raddoppio delle postazioni del 113, passate da sei a dodici, la drastica riduzione dei tempi di risposta alle chiamate di emergenza e l’introduzione di sistemi avanzati per la localizzazione delle pattuglie sul territorio rafforzarono ulteriormente la capacità di intervento della Polizia di Stato e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Negli anni successivi la Sala Operativa ha proseguito il proprio percorso di evoluzione attraverso ulteriori interventi di razionalizzazione organizzativa e di potenziamento tecnologico, costantemente orientati alle nuove esigenze della sicurezza della Capitale.
Un percorso che, sotto la guida del Questore di Roma Roberto Massucci, ha ricevuto un ulteriore impulso, consolidando il modello di comando e controllo e rendendolo sempre più efficace nella gestione degli eventi nazionali e internazionali che Roma è chiamata a ospitare.
Oggi la Sala Operativa e il Centro per la Gestione della Sicurezza dei Grandi Eventi costituiscono un sistema integrato di comando e coordinamento: due strutture autonome ma strettamente collegate, dotate di tecnologie avanzate e progettate per garantire continuità operativa, tempestività decisionale e capacità di intervento anche negli scenari più complessi.
Dalle celebrazioni istituzionali agli eventi religiosi, dalle manifestazioni sportive agli appuntamenti internazionali, il Centro rappresenta una cabina di regia attraverso cui viene assicurato il coordinamento tra tutte le componenti chiamate a concorrere alla sicurezza pubblica.
È un’espressione concreta del modello italiano di sicurezza, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, sulla pianificazione preventiva e sulla capacità di integrare competenze diverse per tutelare la vita della città anche nei momenti di maggiore complessità.
La visita degli Insigniti OMRI si è così trasformata in un percorso attraverso tre dimensioni essenziali della Repubblica: la memoria di chi ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio, il valore dei simboli che rappresentano l’identità nazionale e l’impegno quotidiano delle istituzioni chiamate a garantire sicurezza, libertà e convivenza civile.
Un itinerario pienamente coerente con la missione della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che interpreta l’onorificenza non come un punto di arrivo, ma come un rinnovato impegno al servizio dei principi costituzionali e della comunità nazionale.
