AgenPress. Si sono concluse con la sepoltura a Mashhad le imponenti esequie della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, al termine di sei giorni di cerimonie religiose e cortei che hanno attraversato l’Iran e, per un breve tratto, anche il territorio iracheno, nelle città sante sciite di Najaf e Karbala.
L’ultimo saluto a Khamenei è stato organizzato come una delle più grandi manifestazioni pubbliche mai viste nella storia della Repubblica Islamica. Per giorni, milioni di persone hanno partecipato alle processioni, alle preghiere e alle commemorazioni, con una presenza massiccia nelle principali città iraniane e nei luoghi simbolo dello sciismo. Le autorità hanno definito la cerimonia il più grande funerale della storia contemporanea e hanno parlato di oltre 40 milioni di partecipanti complessivi. Tuttavia, questo dato non è stato verificato da osservatori indipendenti e resta una stima ufficiale del governo iraniano.

Le esequie hanno assunto anche un forte significato politico. Le immagini diffuse dai media di Stato hanno mostrato fiumi di persone con bandiere iraniane, ritratti della Guida Suprema e slogan contro Stati Uniti e Israele, mentre delegazioni provenienti da numerosi Paesi hanno preso parte alle cerimonie ufficiali.
Particolarmente simbolico il passaggio del feretro in Iraq, dove migliaia di fedeli si sono riuniti nei santuari di Najaf e Karbala prima del rientro in Iran per la sepoltura definitiva presso il santuario dell’Imam Reza, a Mashhad.

La morte di Ali Khamenei segna la fine di quasi quattro decenni alla guida della Repubblica Islamica e apre una nuova fase politica per il Paese. Il lungo funerale è stato utilizzato dalle autorità iraniane per mostrare unità nazionale e continuità istituzionale in un momento di forte tensione regionale.
