Ponte Morandi: otto anni dopo Genova non dimentica le 43 vittime

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AgenPress. Ci sono date che rimangono impresse nella memoria di una città e di un intero Paese. Il 14 agosto 2018, alle 11.36, il viadotto Polcevera, conosciuto come Ponte Morandi, crollò improvvisamente a Genova. In pochi secondi una parte del ponte precipitò al suolo, trascinando con sé automobili e vite umane.

Quel giorno persero la vita 43 persone. Una tragedia che colpì famiglie, lavoratori e viaggiatori e che lasciò una ferita profonda nella città di Genova.

Oggi, 14 agosto 2026, nell’ottavo anniversario del crollo, Genova torna a fermarsi per ricordare quelle 43 vittime. La commemorazione ufficiale si svolge alla Radura della Memoria, luogo simbolo nato per mantenere vivo il ricordo della tragedia. Sono previste corone, testimonianze e un momento di silenzio in memoria delle persone che non tornarono più a casa.

Il Ponte Morandi era una presenza quotidiana per migliaia di persone. Il suo crollo trasformò una normale mattina d’agosto in una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana.

Sotto quelle macerie rimasero spezzate 43 vite. Il dolore coinvolse non soltanto i familiari delle vittime, ma un’intera comunità, costretta nei giorni successivi ad affrontare anche l’emergenza degli sfollati e le conseguenze della distruzione del viadotto.

Negli anni Genova ha ricostruito una parte importante della propria viabilità. Al posto del vecchio viadotto è stato realizzato il Ponte Genova San Giorgio, inaugurato nell’agosto 2020. Ma una nuova infrastruttura non può cancellare ciò che è accaduto.

L’anniversario di quest’anno assume inoltre un significato particolare perché arriva dopo la prima sentenza del processo sul crollo, pronunciata nel luglio 2026. Il tribunale di Genova ha condannato 32 dei 57 imputati nel processo di primo grado; tra le condanne figura quella a 12 anni per l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci. Il procedimento giudiziario, tuttavia, non è concluso: restano gli eventuali successivi gradi di giudizio.

Per i familiari delle vittime, la giustizia rappresenta una parte fondamentale di una storia che non può essere archiviata con il semplice trascorrere degli anni. Una sentenza non potrà restituire padri, madri, figli, fratelli e amici, ma può contribuire a stabilire responsabilità e a rafforzare il principio secondo cui la sicurezza delle persone deve venire prima di qualsiasi altra considerazione.

Il 14 agosto non è soltanto l’anniversario di un crollo. È soprattutto il giorno del ricordo di 43 persone, ognuna con una propria storia, una famiglia, un lavoro, progetti e affetti.

Per questo Genova continua a commemorare le vittime. Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato: significa anche trasformare quella tragedia in un monito per il futuro.

Otto anni dopo, il Ponte Morandi non c’è più. Ma il ricordo delle 43 persone che morirono quel 14 agosto 2018 continua a vivere. E Genova, ancora una volta, si ferma per non dimenticare.

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