Corona-Vannacci, Luca Sforzini: “Da vera destra a destra in costume”

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AgenPress. “Un Corona sulla testa di Vannacci: la parabola è compiuta. E conoscendo qualche antefatto di appena sei mesi fa, quella fotografia racconta molto più di quanto sembri.

C’è un peccato originale che Vannacci continua a scontare: essersi illuso che la destra italiana fosse un catalogo di posizioni radicali, anziché una storia politica complessa, articolata, con molte sfaccettature, che meritano rispetto, non caricaturismo macchiettistico.

Si è proclamato interprete della «vera destra» senza aver mai messo piede nelle sezioni di nessuna articolazione di quella che, nel bene o nel male, è stata per decenni la destra italiana. Ne ha preso alcune parole d’ordine, le ha estremizzate e assemblate pensando che bastassero a ricostruirla. Ma mancavano precisamente le cose che non si possono improvvisare: storia, cultura politica, classe dirigente e selezione degli uomini. Al loro posto ha raccolto un pò ciò che trovava per strada.

Il risultato è il vicolo cieco nel quale oggi si trova Futuro Nazionale. E così, mentre i consensi virtuali mostrano segnali di flessione, arrivano il poligono di tiro per i giovani militanti, l’idea di una ICE italiana e adesso persino l’incontro con Fabrizio Corona.

Corona è la ciliegina sulla torta di questa parabola. E lo dico con assoluto rispetto nei suoi confronti: Fabrizio Corona è un uomo di spettacolo e un comunicatore formidabile, dotato di un talento istintivo nel comprendere i meccanismi dell’attenzione. Fa il suo mestiere e sa farlo straordinariamente bene.

Il problema è un altro: la politica non è spettacolo, o almeno non dovrebbe esserlo. E Corona, coerentemente (lui sì), non ha mai preteso di rappresentare quella tradizione, quei valori e quella cultura politica ai quali Vannacci continua invece a richiamarsi.

C’è poi un particolare che rende per me questa fotografia ancora più interessante. Conosco un antefatto, risalente ad appena sei mesi fa, che per il momento tengo per me. Posso soltanto dire che allora l’opportunità di un incontro tra Corona e Vannacci veniva valutata in maniera assai diversa. Anche su questo, evidentemente, qualcuno ha cambiato idea: una consuetudine, ormai, per Vannacci.

Oggi sappiamo che i due non si sono limitati a stringersi la mano davanti ai fotografi: hanno parlato per circa mezz’ora, in quello che fonti di Futuro Nazionale hanno definito un confronto «lungo e articolato».

Ed è proprio questa la fotografia che vale più di mille analisi. Quando chi voleva ricostruire la «vera destra» ha bisogno ogni giorno di una nuova provocazione, di una nuova sparata e infine dello spettacolo per continuare a occupare la scena, il percorso si è compiuto.

La soglia dell’attenzione è una droga crudele: ogni dose deve essere più forte della precedente. Dalla «vera destra» alla destra in costume. Di Carnevale. Che a Viareggio è di casa”.

Dichiarazione di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale

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