“Siete solo vandali”. Dalla frase del funzionario di polizia con il volto insanguinato a Milano a Valle Giulia e gli anni di piombo

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AgenPress. Cos’è stato il ’68? Ormai nessuno lo ricorda. È una generazione non vecchia, quella che ha fatto il ’68, ma completamente anziana, che è peggio, disincantata dal fallimento non della politica ma dei principi, dei valori, dei significati. Alcuni sembrano ancora rimasti a Valle Giulia.

La generazione che ha fatto il ’77 e ’78, ovvero la mia, tutti pensionati ormai, ha assistito e vissuto un passaggio particolare che è quello del superamento della fantasia al potere e l’avanzare del compromesso storico con le disillusioni delle illusioni che hanno portato a Via Fani e a Via Caetani. Ovvero il rapimento di Moro, la sua uccisione, la scorta e altre tragedie. Dalle illusioni tragiche dei tralicci alla tragedia delle macerie. Con un filo che lega ancora il ’68 al ’77 e ’78.

In mezzo una società che ha assistito al passaggio da un papato giovanneo a uno paolino. Da mettete fiori nei vostri cannoni alle sedute spiritiche, attenzione ho detto spiritiche, non psicoanalitiche o spirituali. E la politica in mezzo a uno Stato con presidente della Repubblica Saragat e poi una presidenza Leone. Insomma un disegno problematico e democratico.

E in mezzo una politica internazionale al cui centro nel ’68 i carri armati sovietici a Praga e nel ’78 il genocidio in Cambogia con la rivoluzione dei Khmer Rossi. Insomma un’epoca di dominazione comunista. Mettiamoci dentro le Brigate Rosse che qualcuno vuole far intendere fossero guidate dalla CIA. La cronaca diventava storia. Se non la si è vissuta in prima persona è tutta finzione ideologica.

Gli anni Ottanta del Novecento furono gli anni che portarono allo sfracellamento del comunismo sovietico e all’abbattimento dei Muri con il forte intervento occidentale e con la sofferta e vitale posizione del grande Papa polacco. Qui iniziano gli anni nuovi. Quelli che condurranno allo scontro epocale tra Occidente e Oriente, ovvero allo scontro, parliamoci chiaro, tra Cristianesimo e Islamismo. Parentesi o non parentesi, la storia non ha mai parentesi.

In Italia il comunismo è diventato un cambio di pelle ma non di visione del mondo. La visione del mondo è rimasta quella marxista, nonostante il legame tra quelli che si dicono cattolici e quelli che si definiscono progressisti. Il compromesso storico, mai realmente voluto da Moro, è ancora in Parlamento e nelle piazze. È soltanto questione di potere.

Poi arrivano gli anni del cambiamento della destra. Alleanza Nazionale mette insieme diverse anime anticomuniste, comprese le anime che sono ancora eredi del pensiero del fascismo. Ci penserà l’imprenditoria a trasformare tutto con un passaggio dalla politica pura alla economia di mercato. Ma saranno comunque sempre i cattocomunisti che creeranno l’Europa dei mercati e l’introduzione dell’unità europea senza una Europa unitaria consolidata. L’illusione iniziale della fantasia al potere è diventata il potere dell’illusione in regime europeo.

Dopo una pausa sotterranea dei sessantottini e dei settantottini e governi alternati da sedute spiritiche, con alternanze liberal centriste e confusionarie forme di destre, il tempo sembrerebbe maturo per sdoganare una politica tecnica governativa e passare a una azione realmente politica. Non dimentichiamoci che in mezzo ci sono state due presidenze della Repubblica con presenze social comuniste e comuniste. Questo non è un fatto a prescindere. Certo la Costituzione è stata voluta come antifascista ma poi non si è mai aggiunto l’anticomunismo. Ci sarà pure un motivo.

Ora ci si meraviglia degli scontri brutti di piazza. Dopo la stagione delle pantere, degli arcobaleni e dei coccodrilli ritorna la piazza con episodi che hanno ricordato a molti gli anni di piombo. La grande crisi economica, i Tir, i blocchi, una Europa che si vuole riarmare, le fabbriche chiuse, la disoccupazione dilagante nonostante le occupazioni a tempo determinato, la mal gestione di una epidemia mondiale, il crollo reale del sindacalismo alla Lama, Carniti, Benvenuto, si è ritornati a vedere episodi di lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, danneggiamenti in città, atti che hanno messo in discussione una stagione di finto pacifismo con guerre che occupano tutto il pianeta ormai nell’epoca della intelligenza artificiale.

Con una novità. L’avanzata delle Destre dall’Italia a tutta l’Europa, arrivate al potere con libere e democratiche elezioni. Le Destre votate con grandi maggioranze di voti espresse dal popolo e non dai carri armati o dai missili a testata nucleare. Il popolo sceglie le Destre nonostante le sinistre decomposte.

Perché le piazze con atti vandalici? Per usare una espressione che ho ascoltato da un funzionario di polizia, riportata anche dalle cronache televisive: “Siete solo vandali”, ha detto questo funzionario con il volto insanguinato mostrando sassi e sampietrini. Prendo a prestito questa frase perché mi ha colpito. Io sto con questo servitore dello Stato, non per imitare un’antica frase di Pasolini, ma perché sto con una civiltà che dovrebbe mostrare consapevolezza, valori e soprattutto non violenza.

Questo poliziotto che portava in viso i segni di quanto accaduto mi ha fatto tornare alla mente ciò che scriveva Aldo Moro in una sua lettera dal carcere delle Brigate Rosse, quando i brigatisti furono definiti compagni che sbagliano ma sempre compagni restavano. Ovvero: “Se la pietà prevale il Paese non è finito”. La pietà non prevalse e il corpo di Moro venne fatto trovare tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù.

La storia si ripete? Non credo. Continua con altre modalità. Questa volta ancora con episodi di vandalismo. Basterebbe capire la formazione culturale di chi compie questi gesti per comprendere questo nostro tempo. Ma questi sono fatti che non possono essere afferrati da un articolo di giornale o dai servizi televisivi.

Gli anni di piombo in una Roma infuocata li ho vissuti in prima persona in una casa dello studente dal clima terribile. Allora era presidente della Repubblica un democristiano e poi un socialista, oggi un ex democristiano. Presidenti del Consiglio democristiani, oggi c’è una donna di destra. Cosa cambia? Chiediamocelo per tentare di riflettere senza i paraocchi delle ideologie mai morte.

Ieri Pasolini a Valle Giulia diceva ai giovani: “…avete facce di figli di papà. Buona razza non mente. Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati benissimo ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccolo borghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano”.

Oggi un funzionario di polizia nella piazza di Milano con il viso in rivoli di sangue a una ragazza che ha detto “ci battiamo anche per i tuoi diritti” ha risposto con lo sguardo stravolto: “Siete solo vandali”. Allora. Ieri come oggi? Ci sarebbe da discutere. Ieri ci si illudeva di essere rivoluzionari. E davanti alla tragedia del ’78 Lama venne addirittura fischiato e costretto ad abbandonare la piazza perché si era permesso di condannare gli atti di violenza. Ma era Lama.

Oggi non sanno neppure il concetto di rivoluzione, ma ci sono. A iniziare da quel gruppo di intellettuali che impedì a Papa Benedetto XVI alcuni anni fa di accedere all’Università di Roma perché difendeva troppo l’Occidente e la cristianità contro l’estremismo islamico. Ieri Toni Negri parlava di dominio e sabotaggio. E oggi?  Ma quella frase, “Siete solo vandali”, non mi lascia e mi fa paura.

Pierfranco Bruni 

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