AgenPress. L’ipotesi di uno storico e inedito vertice a tre tra il presidente russo Vladimir Putin, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump entra ufficialmente nell’agenda diplomatica internazionale.
A confermare che l’opzione è sul tavolo dei negoziati è stato il vice ministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov.
Rispondendo ai giornalisti in merito ai temi affrontati durante il vertice svoltosi al Palazzo di Costantino a San Pietroburgo tra il presidente russo e l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, il rappresentante del ministero degli Esteri di Mosca ha chiarito lo stato dell’arte delle trattative.
“L’argomento è stato sollevato, ma al momento non c’è ancora una chiara comprensione in merito. Non c’è un accordo completo, ma la discussione è in corso“.
Con queste parole, riportate dall’agenzia di stampa Interfax, Ryabkov ha certificato che la possibilità di un incontro diretto tra i leader dei tre paesi non è più una semplice speculazione, bensì una trattativa aperta e in fase di valutazione da parte della diplomazia russa e di quella americana.
La dichiarazione di Ryabkov giunge all’indomani dell’intenso tour diplomatico condotto da Steve Witkoff. L’inviato di Washington aveva prima incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad Oslo per poi volare direttamente in Russia e presentare al Cremlino una proposta di pace aggiornata.
L’iniziativa rientra nella strategia promossa dalla Casa Bianca per accelerare i tempi del dialogo e sondare la fattibilità di un tavolo negoziale a tre:
Nonostante il prudente ottimismo da parte della diplomazia statunitense, il percorso verso il summit si preannuncia complesso. Restano profonde divergenze sulle concessioni territoriali, sui dettagli dell’eventuale cessate il fuoco e sulle garanzie internazionali da concedere all’Ucraina.
Tuttavia, il fatto stesso che Mosca riconosca ufficialmente che l’ipotesi del vertice è in discussione testimonia un’accelerazione diplomatica senza precedenti nelle ultime settimane.
