Gaza: 8 bambini uccisi in una settimana – 351 dal cessate il fuoco dell’ottobre 2025

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Dichiarazione di Edouard Beigbeder, Direttore Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa


AgenPress. “Il 17 ottobre, a Deir al Balah, nella Striscia di Gaza, il quattordicenne Mohamed stava tornando a casa a piedi da un centro per l’apprendimento sostenuto dall’UNICEF quando, secondo quanto riferito dalle notizie, è stato colpito in strada dall’attacco di un drone armato ed è rimasto ucciso. Il suo zainetto è stato trovato accanto al suo corpo.

Il giorno successivo, la piccola Misk, di sei anni – alunna di prima elementare presso un centro per l’apprendimento dell’UNICEF – si trovava a casa quando, secondo le notizie, è stata uccisa da colpi d’arma da fuoco ad al-Maghazi. Più tardi, quello stesso giorno, il dodicenne Tamer è stato colpito mentre si trovava tra le macerie della sua casa nella zona di Beit Lahia.

Martedì 20 ottobre, il quattordicenne Baraa è stato ucciso dal fuoco di un carro armato nella zona nord di Nuseirat e nelle prime ore di ieri mattina un proiettile ha colpito una scuola dove alcune famiglie avevano trovato rifugio, ferendo due bambini. Questi bambini fanno parte degli 8 bambini che, secondo le notizie, sono stati uccisi e dei 20 feriti negli ultimi sette giorni in tutta la Striscia di Gaza, portando a 351 il numero totale dei bambini uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Questo livello di violenza contro i bambini è inaccettabile.

Per i bambini che sopravvivono agli attacchi, il recupero fisico e mentale è ulteriormente ostacolato dal sistema sanitario di Gaza, ormai allo stremo. Come nel caso della sedicenne Raghad, che sei giorni fa era uscita di casa per recarsi al suo centro per l’apprendimento quando, secondo le notizie, è stata colpita alla schiena da un proiettile nei pressi di Beit Lahia. Il proiettile si è conficcato tra la colonna vertebrale e i polmoni. Soffre costantemente e fatica a respirare. I medici dicono che ha bisogno di un intervento chirurgico, ma senza le attrezzature necessarie per ottenere immagini chiare non possono operare in sicurezza. Per ora, Raghad aspetta, senza sapere quando riceverà le cure di cui ha bisogno.

I bambini devono essere protetti ovunque si trovino: a casa, mentre giocano, mentre vanno o tornano da scuola, ovunque. Hanno già sofferto abbastanza. I bambini di Gaza stanno cercando di riprendersi la loro infanzia, di ritrovare un po’ di routine e stabilità nelle loro giovani vite, che per troppi sono state nuovamente stroncate. Un cessate il fuoco che non protegge i bambini li ha traditi.

L’UNICEF esorta le autorità israeliane ad adottare misure immediate e decisive per proteggere i bambini, in linea con gli obblighi che loro incombono ai sensi del diritto internazionale umanitario. Ciò comporta il rispetto dei principi di distinzione, proporzionalità e precauzione in tutti gli attacchi, l’adozione di tutte le misure possibili per evitare e ridurre al minimo i danni alla popolazione civile e la garanzia che i bambini ricevano la protezione speciale a cui hanno diritto ai sensi del diritto internazionale umanitario. Le autorità devono inoltre garantire una responsabilità trasparente e rigorosa nei casi in cui dei bambini vengano uccisi o mutilati e adottare misure efficaci per scoraggiare ulteriori atti di violenza”.

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