Cento: “Serve certezza della pena e comunità di quartiere. Nelle stazioni hanno lasciato fuori la giungla, sono soprattutto i poveri ad avere problemi di sicurezza”

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AgenPress. “Le persone, soprattutto i ceti più poveri, hanno il problema della sicurezza. Se ti entra un ladro dentro casa, dei tanti reati che puoi subire forse è quello più invasivo, è quasi una violenza, qualcuno lo chiama uno stupro domiciliare. Però non esiste la bacchetta magica, la Meloni aveva promesso di mettere ordine e sicurezza ma i reati aumentano. Non è aumentando le pene che si riducono i reati”.
Queste le parole di Paolo Cento, direttore di Articolo 9, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Noi dobbiamo ricostruire una fiducia, nel senso che si devono ricostruire le comunità nei condomini, nei quartieri. Abbiamo due problemi: la certezza della pena che non c’è e la recidiva. Quando vai in carcere per un furto esci fuori che sei un rapinatore perché il carcere ti obbliga ad alzare il tuo livello criminale – ha proseguito Cento – Nelle stazioni, come ad esempio Termini, con la privatizzazione hanno costruito fortini dentro i binari e fuori hanno lasciato la giungla. E questa è una sicurezza solo per forti e potenti, lasciando fuori degrado e povertà. Dobbiamo portare via i criminali e dare una mano a chi sta lì per condizioni di povertà”.

“Questo governo ha creato 60 nuovi reati e ha aumentato le sanzioni penali di 600 anni. Hanno risolto qualcosa? No, ne devono fare un altro di decreto e fra sei mesi faranno la stessa cosa. Quando Cruciani dice ‘il ladro sa che se entra dentro casa rischia di morire’ non è che smette di fare il ladro – ha concluso Paolo Cento – Non c’è posto al mondo dove anche la più dura delle sanzioni, che è la pena di morte, ha ridotto i criminali. Cosa c’entra l’identificazione biometrica per chi va allo stadio con i furti dentro le case delle persone? È solo una forma di controllo sociale per introdurre il controllo biometrico poi anche nelle piazze, nelle manifestazioni e in tutte le forme di aggregazioni sociali. I magistrati sbagliano, ma non possono dare un ergastolo per un furto di portafoglio. Abbiamo un sistema penitenziario con 66 mila detenuti invece che i 50 mila che può ospitare”.

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