AgenPress. “Non possiamo ridurre un fenomeno sociale così ampio a una casistica di altra natura, a meno che non si cerchi qualche scusa per non affrontare le nostre responsabilità. Non capisco chi si meraviglia, sono decenni che continuiamo a favorire strumenti di tutti i tipi, dalla droga all’alcol, all’utilizzo dei social. Mi sembra tutto abbastanza evidente, se poi vogliamo girare pagina, avere fretta di parlare d’altro facciamolo fino al prossimo morto”.
Così Paolo Crepet, psichiatra, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Noi siamo un mondo di frustrati perché non c’è niente, cosa c’è di entusiasmante? Qual è il mito dei ragazzi di oggi? Io avevo John Lennon, adesso chi sono i miti? Il governo deve avere tolleranza zero con la droga, devono essere molto severi. Il problema è che non mi pare che siamo preoccupati dei miliardi che entrano nelle tasche di tanti. – ha proseguito Crepet – Come si fa a dire che oggi è diminuito il consumo di droga? Basta un po’ di buon senso, gli psicofarmaci si comprano anche online. Perché a 13 anni si può entrare in un bar ad ubriacarsi? Negli anni ’60, a 16 anni, si lavorava con busta paga, a 18 avevi una casa. Oggi la frustrazione è ovvia perché non c’è un futuro. Ma la colpa è anche dei ragazzi, perché se ti pare normale che il tuo fidanzato giri con un coltello e ti pare pure figo, allora c’è qualcosa che non va”.
“Dire che in una scuola non si possa entrare con un coltello, oppure come successe qualche tempo fa con dei fucili a pallini, mi sembra abbastanza evidente. Noi non siamo capaci di fare niente, mettere delle regole sarebbe ovvio, io non posso entrare a San Pietro in costume – ha continuato Crepet – Il metal detector all’ingresso delle scuole è l’ultimo dei miei pensieri francamente, prima bisogna capire il fenomeno, e per farlo bisogna fare domande scomode. Quanto vi piace la violenza? Non lo chiediamo, abbiamo paura di fare domande”.
