AgenPress. “Le sconfitte vanno accettate, il responso è stato molto chiaro. Ma c’è una parte importante d’Italia che vuole un cambiamento della giustizia e, per quanto mi riguarda, la battaglia continuerà, al di là delle appartenenze politiche. Il gruppo del No si è compattato per bene, dall’altro lato non c’è stata la stessa compattezza. Ha vinto il No e non scopriamo oggi che l’ANM si è schiacciata su posizioni politiche: avendo vinto, di fatto festeggiano come se fossero un partito politico. L’esito referendario ci lascia anche questo”.
Queste le parole di Luca Palamara, già magistrato, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Nessuno mette in dubbio che chi festeggia sia indipendente e imparziale. Inevitabilmente, se si scende su quel terreno, è certo che festeggi. Festeggiare non significa che domani si apre un processo a Meloni, ma vuol dire che ti schiacci su una parte di opposizione e questo lo dovrebbe fare la politica, non la magistratura. Questa caratterizzazione politica, però, sicuramente non intaccherà la loro imparzialità di giudizio”, ha proseguito Palamara. “Se ti schieri in un certo modo, poi non ti puoi più staccare, e porti la magistratura su un terreno. La caratterizzazione politica sarà ancora più accentuata dopo il referendum, questo è il tema che emerge. Poi ci saranno situazioni interne all’ANM, perché non tutti vorranno trovarsi in certe dinamiche, e quindi ci saranno anche cambiamenti”.
“Ora nessuna parte politica proverà più a riformare la giustizia, se non a livello di legge ordinaria come la Cartabia, che ha fatto una riforma suggerita dalla magistratura. La magistratura, al suo interno, parlerà di autoriforma per dire ‘ora ci pensiamo noi’, ma lasceranno tutto inalterato”, ha concluso Palamara. “L’unico modo per fare una riforma è che, se è la magistratura a dettarla alla politica, allora si fa qualcosa, altrimenti non si fa”.
