Sudan, rafforzare aiuti e cooperazione sanitaria internazionale

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INCONTRO CON IL NUOVO AMBASCIATORE DEL SUDAN IN ITALIA EMADELDIN MIRGHANI ABDELHAMID ALTOHAMY. AODI: “SERVONO CORRIDOI SANITARI, MISSIONI MEDICHE E UN’ALLEANZA CONCRETA. UNITI PER IL SUDAN E PER LE EMERGENZE SANITARIE GLOBALI”


AgenPress. Si è svolto recentemente un importante incontro istituzionale tra il nuovo Ambasciatore della Repubblica del Sudan in Italia, Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy, e una delegazione della rete associativa AMSI–UMEM-UNITI PER UNIRE, impegnata da anni sui temi della salute globale, della cooperazione sanitaria e dell’informazione internazionale.

All’incontro hanno preso parte il Prof. Foad Aodi, insieme ad Aurelio Coppeto (direttore responsabile AgenPress e vicedirettore AISCNEWS) e Kamel Belaitouche (presidente Co-mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia e coordinatore organizzativo del Movimento Internazionale Uniti per Unire).

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da sx: Foad Aodi – Ambasciatore Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy – Aurelio Coppeto – Kamel Belaitouche

UN RAPPORTO CONSOLIDATO CON LA COMUNITÀ SUDANESE

L’incontro si inserisce in un percorso consolidato di collaborazione tra le realtà associative e la comunità sudanese, da sempre coinvolta nelle attività promosse in Italia e a livello internazionale. Ambasciatori sudanesi hanno partecipato negli anni a convegni e iniziative delle suddette associazioni e movimenti, rafforzando un dialogo continuo.
La comunità sudanese ha inoltre aderito all’appello internazionale promosso dalla rete associativa, contribuendo a costruire un ponte tra istituzioni, professionisti sanitari e società civile.

I DATI DELL’EMERGENZA SANITARIA IN SUDAN

Il quadro sanitario del Sudan resta tra i più critici a livello globale: oltre 33 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria urgente, con una quota significativa della popolazione priva di accesso regolare ai servizi sanitari. Si stima che fino all’80% delle strutture sanitarie in alcune aree non sia pienamente operativo, mentre la carenza di farmaci, personale e infrastrutture continua ad aggravare una situazione già compromessa da conflitto, instabilità e difficoltà logistiche.
A questo si aggiungono emergenze sanitarie correlate, tra cui malnutrizione, diffusione di malattie infettive e crescente difficoltà nella gestione delle patologie croniche.

CRISI SANITARIA E RUOLO DELL’INFORMAZIONE


Nel corso dell’incontro è stata analizzata la grave situazione sanitaria e umanitaria in Sudan, con particolare riferimento a:
-difficoltà di accesso alle cure
-carenza di personale sanitario
-criticità legate a farmaci, strutture e servizi essenziali.
È stato inoltre ribadito il ruolo centrale dell’informazione internazionale, capace di unire, sensibilizzare e avvicinare i popoli, come sottolineato anche dall’Ambasciatore, che ha espresso apprezzamento per l’attività svolta dalla rete associativa e per i comunicati che continuano a mantenere alta l’attenzione sulla crisi.

LA RETE ASSOCIATIVA RILANCIA L’APPELLO

Le associazioni AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (Agenzia Mondiale Senza Confini) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire riflettono e rilanciano con forza la necessità di un impegno concreto e coordinato per affrontare l’emergenza sanitaria in Sudan.

AODI: “COOPERAZIONE, AIUTI E RISPETTO ISTITUZIONALE”

«Ringraziamo il nuovo Ambasciatore del Sudan in Italia per la disponibilità e per l’attenzione dimostrata verso il lavoro della nostra rete – dichiara, a nome delle associazioni e dei movimenti, il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata –.
Questo incontro rappresenta un passaggio importante per rafforzare il dialogo istituzionale e costruire percorsi concreti di cooperazione sanitaria. Il nostro impegno è quello di continuare a lavorare al fianco delle comunità, dei professionisti e delle istituzioni per affrontare insieme questa emergenza».

AODI: “SERVONO CORRIDOI SANITARI E MISSIONI MEDICHE”

«Il Sudan sta vivendo una fase estremamente delicata dal punto di vista sanitario e umanitario – prosegue Aodi –. Per questo motivo è necessario attivare corridoi sanitari, inviare aiuti concreti, organizzare missioni mediche e coinvolgere specialisti in grado di intervenire sul campo.
La nostra rete è pronta a fare la propria parte, come ha sempre fatto fin dall’inizio del conflitto, attraverso iniziative di solidarietà, informazione e cooperazione internazionale».

VOCE DELLE COMUNITÀ E DELL’INFORMAZIONE


«La comunità arabo-sudanese in Italia rappresenta un ponte fondamentale tra i popoli – afferma Kamel Belaitouche, presidente Co-mai –. Il nostro impegno, come Co-mai, dal 2008 è sempre stato quello di unire i popoli, lavorare per l’integrazione in Italia e sostenere con solidarietà i Paesi di origine.
L’emergenza sanitaria e il dialogo interculturale e interreligioso non riguardano solo un’area geografica o il mondo arabo, ma coinvolgono l’intera comunità internazionale. Per questo oggi è necessario rafforzare unità, cooperazione e azioni concrete».
«L’informazione ha il compito di mantenere alta l’attenzione internazionale su queste emergenze – sottolinea Aurelio Coppeto, giornalista e direttore responsabile Agen Press –. Ma deve essere un’informazione indipendente, trasparente e utile, soprattutto nelle emergenze globali.
L’informazione deve unire, non dividere: deve contribuire a far conoscere le realtà senza nasconderle. Questo è il principio che guida il lavoro delle nostre realtà editoriali, da Agen Press ad AISCNEWS, fino alla rete informativa che stiamo costruendo».

UNITI PER IL SUDAN: APPELLO APERTO


«Lanciamo un appello chiaro: Uniti per il Sudan, Uniti per le emergenze sanitarie. Tutti coloro che vogliono contribuire, dalle istituzioni ai professionisti sanitari fino alle organizzazioni, possono unirsi a questo impegno comune.
Abbiamo bisogno di una risposta concreta, coordinata e immediata. La salute non può aspettare».

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