Amsi-Umem: solidarietà a Papa Leone XIV dopo gli attacchi del presidente Donald Trump

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SERVONO UOMINI CHE UNISCONO, NON CHE DIVIDONO. APPELLO PER CORRIDOI SANITARI GLOBALI


AgenPress. Il tavolo negoziale di Islamabad tra Stati Uniti e Iran si è chiuso con un nulla di fatto l’11 aprile 2026, segnando un momento di rottura drammatico per gli equilibri globali.

Le delegazioni, guidate dal vicepresidente USA J.D. Vance e dai vertici della diplomazia di Teheran, non hanno trovato l’accordo sul monitoraggio nucleare e sulla sicurezza delle rotte petrolifere. Mentre la tensione militare raggiunge i massimi storici, l’attenzione si sposta ora sul decisivo colloquio Israele-Libano, ultimo baluardo per evitare una guerra regionale totale.

L’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), l’UMEM (Unione Medica Euromediterranea), le Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), l’AISCNEWS (Rete Internazionale di Informazione Agenzia Mondiale Senza Confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono con gravità sull’impatto sanitario e sociale di questo stallo e analizzano i rischi imminenti.

A nome della rete interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata: “Siamo di fronte a una strage sistematica dei difensori della vita e della verità. In tutto il Medio Oriente, dall’inizio dell’escalation, sono stati uccisi oltre 350 professionisti sanitari tra medici, infermieri e paramedici, colpiti mentre prestavano soccorso. Non meno tragico è il bilancio per l’informazione: 129 giornalisti uccisi nel 2025, un numero che urla vendetta e che mira a oscurare le sofferenze delle popolazioni civili.”

EMERGENZA SANITARIA: IL RITORNO DELLE PATOLOGIE INFETTIVE E IL CROLLO DEI SISTEMI
L’analisi clinica condotta dalla rete internazionale evidenzia un quadro epidemiologico devastante. Con oltre il 60% degli ospedali fuori uso o parzialmente danneggiati nelle aree calde, l’assistenza primaria è scomparsa.
“Le nostre rilevazioni sul campo – spiega il Prof. Aodi – indicano una crescita esponenziale di patologie legate alla mancanza di acqua potabile e alle scarse condizioni igieniche. Registriamo un aumento del 45% di casi di malattie diarroiche acute e tifo, con focolai sospetti di colera nelle zone di confine. Inoltre, la mancanza di farmaci per le malattie croniche (diabete, ipertensione, dialisi) sta causando una mortalità ‘invisibile’ pari a quella delle bombe. Il 30% delle morti civili è ormai riconducibile alla mancanza di cure di base e all’interruzione delle campagne vaccinali.”

LA NECESSITÀ URGENTE DI CORRIDOI SANITARI GLOBALI
Le associazioni e i movimenti affermano con determinazione che la diplomazia deve passare attraverso la creazione di corridoi sanitari protetti.
“Non servono solo farmaci generici – precisa il Prof. Aodi – ma una logistica sanitaria internazionale che permetta il transito di ossigeno, kit chirurgici d’urgenza, vaccini contro la poliomielite e trattamenti per patologie oncologiche e renali.
Questi corridoi devono essere garantiti come zone di pace permanente, permettendo anche il supporto alla salute mentale: oltre l’80% dei bambini profughi soffre di traumi gravi. Senza corridoi per psicologi, psichiatri e farmaci specifici, la ferita sociale diventerà incurabile. La salute non ha confini e non può essere usata come arma di guerra.”

L’APPELLO ALLA PACE: SULLA SCIA DI PAPA LEONE XIV E GIOVANNI PAOLO II
Il Prof. Aodi vede nel colloquio Israele-Libano lo spartiacque definitivo. “Ribadiamo con forza il recente appello alla pace di Papa Leone XIV – prosegue Aodi – che ha invocato il silenzio delle armi, ponendosi sulla medesima lunghezza d’onda dei messaggi storici di Giovanni Paolo II. Come diceva Wojtyla, ‘la guerra è una sconfitta per l’umanità’. Chiediamo che la politica torni a essere cura dei popoli e non distruzione.”

RIFLESSIONI DOVEROSE SU PAPA LEONE XIV
Secondo le riflessioni delle associazioni e dei movimenti, il rischio principale è la cronicizzazione dell’instabilità, che porterebbe a un’ondata migratoria sanitaria senza precedenti verso l’Europa.

“Il mondo non può stare a guardare – continua il Prof. Foad Aodi – Affermiamo che la salute globale non esiste se una parte del mondo è in fiamme. È in gioco non solo il futuro economico del mondo, ma anche la salute di milioni di innocenti.
Allo stesso tempo esprimiamo piena solidarietà a Papa Leone XIV per gli attacchi ricevuti nelle ultime ore, compresi quelli da parte del presidente Donald Trump. In questo momento storico abbiamo bisogno di uomini che uniscono e costruiscono ponti, non di figure che alimentano divisioni.

Poco dopo le ore 9 di questa mattina, il Santo Padre è partito da Roma Fiumicino per il suo terzo viaggio apostolico internazionale, diretto in Africa, con tappe in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Un viaggio che assume un valore altamente simbolico, perché porta un messaggio concreto di pace, dialogo e cooperazione tra i popoli proprio mentre il mondo attraversa una fase di forte instabilità globale.

“Accogliamo con rispetto anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il ruolo centrale dell’Africa e la necessità di affrontare insieme le grandi sfide globali, dalle guerre alle migrazioni, fino alla stabilità internazionale e alla tutela della dignità umana.”, concludono Aodi insieme al Presidente della nostra Co-mai, Kamel Belaitouche, di origine algerina. Diamo il benvenuto a Papa Leone in Africa

Lo spirito è quello di chiederci non quello che dobbiamo fare noi per l’Africa, un continente con cui creare finalmente un ponte con l’Occidente, ma quello che l’Africa può fare per noi”.

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