AgenPress. Si è spento all’età di 95 anni il cardinale Camillo Ruini, una delle figure più influenti della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni. Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini è stato per lungo tempo il volto pubblico dell’episcopato italiano, guidando la Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007 e ricoprendo contemporaneamente il delicato incarico di vicario generale del Papa per la diocesi di Roma.
La notizia della sua morte, avvenuta il 16 giugno 2026, segna la fine di una stagione importante per la Chiesa italiana. Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. A maggio era stato riferito che il porporato, già provato da un infarto nel 2024 e da problemi renali affrontati nel 2025, era assistito nella sua abitazione in condizioni considerate critiche.
Ordinato sacerdote nel 1954, Ruini si distinse inizialmente come docente di filosofia e teologia nella sua diocesi di origine. La svolta arrivò negli anni Ottanta, quando papa Giovanni Paolo II lo chiamò a incarichi di crescente responsabilità. Nel 1991 divenne presidente della CEI e, nello stesso anno, fu creato cardinale. Da quel momento assunse un ruolo centrale nel rapporto tra la Chiesa e la società italiana.
Durante i sedici anni alla guida dei vescovi italiani, Ruini fu protagonista del dibattito pubblico su temi etici, culturali e sociali. Sotto la sua leadership la Chiesa italiana consolidò una forte presenza nella vita civile del Paese, intervenendo frequentemente sulle questioni legate alla famiglia, alla bioetica e all’identità culturale dell’Italia.
Stimato da papa Giovanni Paolo II e successivamente da Benedetto XVI, Ruini ha rappresentato per molti anni uno dei principali punti di riferimento del cattolicesimo italiano. Dopo aver lasciato gli incarichi di governo ecclesiale, ha continuato a partecipare al dibattito culturale e religioso con interventi, saggi e riflessioni che hanno mantenuto viva la sua influenza ben oltre il pensionamento.
Con la sua scomparsa, la Chiesa italiana perde una personalità che ha segnato profondamente la propria storia recente. Per sostenitori e critici, Camillo Ruini ha incarnato una stagione di forte protagonismo ecclesiale, lasciando un’eredità destinata a essere studiata e discussa ancora a lungo.
