Il Ministro della Giustizia si impegna a correggere il decreto in sede di conversione: «Il testo sarà coerente con l’intesa del 29 aprile 2026». Confintesa FP: «Gli accordi si rispettano. Difesa una scelta che punta alla stabilizzazione di migliaia di lavoratori»
L’accordo sulle famiglie professionali del Ministero della Giustizia resta il punto di riferimento per la stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo. È questo il risultato dell’incontro che si è svolto il 17 giugno presso la Sala Livatino del Ministero della Giustizia tra il Guardasigilli Carlo Nordio e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del 29 aprile 2026.
Al termine del confronto, il Ministro ha assunto un impegno preciso: in sede di conversione del decreto-legge sulla giustizia sarà proposta una formulazione pienamente coerente con l’accordo sottoscritto poche settimane fa con le organizzazioni sindacali, superando le criticità che avevano suscitato forti preoccupazioni tra i lavoratori e tra le stesse sigle firmatarie.
Nel corso della riunione, il Segretario Generale di Confintesa FP, Claudia Ratti, ha ripercorso il lungo lavoro negoziale avviato nel 2022 e culminato nell’accordo sulle famiglie professionali. Ratti ha ricordato come nelle fasi iniziali del confronto fossero state avanzate anche ipotesi differenti, compresa una proposta di famiglia professionale autonoma per gli addetti all’Ufficio per il processo sostenuta dalla stessa Confintesa FP. Tuttavia, in nessuna delle successive bozze elaborate dall’amministrazione è mai stata prevista una distinzione tra gli addetti all’Ufficio per il processo e gli altri funzionari giudiziari. Il percorso negoziale si è quindi sviluppato in modo coerente verso la soluzione poi recepita nell’accordo del 29 aprile 2026, fondata sull’inserimento degli UPP nell’Area dei funzionari dei servizi giudiziari.
«Non siamo qui per fare muro contro muro – ha affermato Ratti – ma quando si firma un accordo se ne pretende il rispetto». Un richiamo netto al valore della contrattazione e alla necessità che le scelte normative non contraddicano quanto definito al tavolo negoziale dopo anni di confronto.
Confintesa FP ha inoltre ricordato come l’intesa del 29 aprile sia stata costruita anche attraverso scelte difficili e non prive di sacrifici per il personale già in servizio. La definizione delle nuove famiglie professionali, infatti, è stata orientata prioritariamente alla stabilizzazione del personale precario dell’Ufficio per il processo, rinunciando ad altre misure che avrebbero potuto favorire progressioni e passaggi professionali per migliaia di lavoratori dell’amministrazione.
«Abbiamo scelto di privilegiare la tutela del lavoro e la stabilizzazione di quasi diecimila persone – ha sottolineato Ratti – perché davanti alla possibilità di garantire continuità occupazionale a migliaia di famiglie la responsabilità del sindacato è quella di guardare all’interesse generale».
Nel suo intervento il Segretario Generale ha inoltre evidenziato come l’unificazione della famiglia professionale risponda a esigenze organizzative concrete della giustizia italiana, soprattutto negli uffici caratterizzati da gravi carenze di organico, dove la flessibilità nell’impiego delle professionalità rappresenta uno strumento indispensabile per garantire il funzionamento dei servizi.
Particolare apprezzamento è stato espresso per l’impegno assunto dal Ministro Nordio a intervenire sul testo durante l’iter parlamentare di conversione. Lo stesso Guardasigilli ha riconosciuto la necessità di individuare una soluzione che rispecchi i contenuti dell’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali, confermando che il decreto-legge nasce dall’urgenza di assicurare la stabilizzazione del personale ma che la sua formulazione può essere rimodulata per renderla coerente con il percorso condiviso.
Resta inoltre aperto il confronto sugli effetti della proroga prevista dal decreto per il personale che non potrà essere immediatamente stabilizzato dal 1° luglio e sulle modalità con cui l’amministrazione gestirà la fase successiva del processo di assorbimento.
Per Confintesa FP, l’incontro del 17 giugno rappresenta un passaggio importante non solo per il futuro degli addetti all’Ufficio per il processo, ma anche per la tutela della contrattazione collettiva e del ruolo delle relazioni sindacali all’interno del Ministero della Giustizia. L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire la piena attuazione dell’accordo del 29 aprile e di completare il percorso di stabilizzazione senza creare divisioni tra i lavoratori e senza compromettere l’equilibrio organizzativo degli uffici giudiziari.
