AgenPress. Abbiamo incentivato le assunzioni, sostenuto chi crea ricchezza e assume in Italia, focalizzato la nostra attenzione sulle donne e sui giovani. E i dati ci restituiscono uno scenario particolarmente incoraggiante, con il livello più alto di sempre del tasso di occupazione e il minimo storico del tasso di disoccupazione, sia generale che giovanile.
E crescono i contratti a tempo indeterminato – un milione e duecentomila in più dall’inizio della legislatura – e diminuiscono quelli precari. E considero questo un dato di straordinaria importanza, forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa.
Perché su questo, caro Segretario, io la penso esattamente come voi: la precarietà non è flessibilità. La precarietà è la vita che non puoi programmare. È il ragazzo a cui la banca non concede il mutuo, a cui il proprietario non affitta la casa, perché un contratto stabile non ce l’ha, perché non viene considerato un lavoratore a tutti gli effetti. Avete definito quel ragazzo un fantasma, ed è un’immagine che mi ha colpito molto, perché è vera. Una metafora ben centrata. E allora il nostro compito, il vostro e il nostro insieme, è ridare un volto, un nome e un futuro a quei “fantasmi”.
Anche su questo, abbiamo tentato di offrire delle risposte. Certamente non risolutive, perché sappiamo quanto il fenomeno sia complesso, ma che tratteggiano una visione diversa.
