Il 9 ottobre presidio dei lavoratori. I sindacati: “La fase delle parole è finita. Le organizzazioni sindacali non scherzano più”
AgenPress. Domani, 9 ottobre, dalle ore 9.30, lavoratrici e lavoratori CallMat saranno in presidio davanti alla Prefettura di Matera. Alle ore 10.00 le Organizzazioni Sindacali saranno ricevute dal Prefetto nell’ambito delle procedure di raffreddamento attivate sulla vertenza.
Sarà un passaggio istituzionale importante, anche per completare l’iter previsto dalle procedure di raffreddamento e consentire alle Organizzazioni Sindacali di valutare e assumere, nel pieno rispetto della normativa sullo sciopero, delle regole di settore e delle disposizioni della Commissione di Garanzia, ogni ulteriore iniziativa di mobilitazione e protesta che si renderà necessaria.
E sia chiaro tuonano forte e a muso duro i Segretari regionali Basilicata di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano: le Organizzazioni Sindacali non scherzano più.
La pazienza dei lavoratori è finita. Non siamo più nella fase degli appelli generici, delle rassicurazioni e delle dichiarazioni di principio. Domani vogliamo risposte.
Al Prefetto chiediamo di esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale e di dirci quali iniziative concrete intenda assumere sulla vertenza. Alla Regione Basilicata, ai parlamentari lucani, ai consiglieri regionali, ai sindaci e a tutte le istituzioni e forze politiche del territorio diciamo altrettanto chiaramente: è arrivato il momento di esserci e di assumersi le proprie responsabilità. Non servono passerelle. Non servono comunicati di solidarietà. Servono fatti.
La politica lucana, a tutti i livelli, se vuole davvero difendere il lavoro e il territorio, tiri fuori il coraggio e venga a confrontarsi con i lavoratori. Domani sarà l’occasione per dimostrare concretamente da che parte si intende stare. La vertenza CallMat riguarda posti di lavoro, famiglie e futuro. Non consentiremo che venga archiviata nel silenzio o lasciata marcire nell’indifferenza. Da domani si cambia passo. Se non arriveranno risposte, arriveranno le iniziative conseguenti, nel pieno rispetto della legge e delle procedure previste.
Le lavoratrici e i lavoratori sono pronti. Le Organizzazioni Sindacali sono pronte.
Adesso tocca alle istituzioni.
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