AgenPress. Nell’Auletta dei gruppi di Montecitorio ha avuto luogo un evento promosso dall’Associazione degli ex Parlamentari su “ Lotta alle mafie e prospettive di sviluppo” ,in ricordo di Francesco Fortugno, il Vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, assassinato 21 anni or sono.
Il presidente Soriero ha introdotto i lavori sul significato dell’iniziativa dell’Associazione . Sono seguiti gli interventi del presidente del Consiglio Regionale della Calabria ,della presidente della Commissione Antimafia Colosimo, di Maria Grazia Laganà e di Romano Prodi.
Maria Grazia Laganà, moglie di Fortugno, è stata dignitosa, efficace con un ragionamento che si è sottratto alla ritualità. Certo la tragedia della Famiglia Fortugno-Laganà ha investito la Calabria. L’assassinio di un professionista serio, onesto, ottimo padre di famiglia ha avuto l’effetto di un tsunami anche fuori dai confini della regione.
Ricordo che a pochi giorni del fatto di sangue mi trovai a rappresentare il governo italiano, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, alla santificazione del calabrese padre Gaetano Catanoso.
Al termine della funzione religiosa, come da cerimoniale per i capi delegazione, Letta ed io salutammo il Papa Benedetto XVI da poco eletto. Il Santo Padre mi manifestò il Suo dolore per l’efferato delitto esprimendo parole di cristiana vicinanza alla famiglia assicurando preghiere anche per la Calabria. Lo invitai a venire nella regione e mi rispose che l’avrebbe fatto.
Un incontro che non dimenticherò mai anche per quello che accadde quando il Santo Padre mi intratteneva più del tempo usuale, l’Arcivescovo prefetto della Casa Pontificia fece il gesto con il braccio per sollecitare la fine del colloquio. Il Papa lo fulminò con lo sguardo e il Prefetto abbassò il braccio piano piano a mò di “moviola”.
Dopo di noi c’erano Capi di Stato, ma l’attenzione del Papa per il fatto di sangue avvenuto in Calabria era tanta. Il tema Mafia cosi centrale deve uscire da narrazioni e diagnosi risapute.
Gli archivi della Commissione antimafia sono pieni di studi. Ora è il tempo in cui bisogna abbandonare luoghi comuni, analisi e rivedere la legislazione. Non tanto quella antimafia, una normativa che ha dato risultati lusinghieri sempre perfettibile, ma quella più ampia.
Le normative debbono essere più stringenti per evitare di lasciare spazi interpretativi.…maglie su cui la criminalità organizzata trovi modi per delinquere.
Non è più accettabile la lotta alle mafie sia solo quella che riguarda le organizzazioni criminali “catalogate” e non quelle che, solo formalmente non organizzate, operano con sistemi analoghi alle mafie.
La violenza, la violazione della legge è l’aspetto inscindibile. I secondi si annidano nelle strutture pubbliche e godono di impunità. Si parla dei colletti bianchi…sottobosco burocratico amministrativo che gestisce risorse.
Le normative non sono chiarissime e i controlli presunti. Nella metà degli anni ‘90 il regolamento della Camera fu riformato, ero uno dei relatori.
Si pensò di creare un Comitato per la legislazione che avrebbe dovuto operare per la semplificazione delle norme. Il rifarsi a leggi precedenti, anche temporalmente distanti, a regolamenti, ad articoli, commi, paragrafi e lettere, è una assurdità.
Purtroppo quel Comitato ha operato diversamente rispetto ai compiti pensati. Esistono Centri di potere dove nemmeno il Parlamento può sindacare per normative non allineate alle garanzie costituzionali.
Pensiamo all’evasione fiscale. Si vuole colpire l’evasione o ci sono solo annunci che non scalfiscono “ zone e categorie” protette? Non faccio differenza fra i mafiosi catalogati come tali e tanti dove una folta vegetazione compiacente li sottrae alla visuale.
Bisogna entrare in una nuova fase per contrastare mafie e criminalità analoghe. Bisogna che ci sia la consapevolezza che una democrazia fragile con un Parlamento prosciugato di fatto di prerogative tutto diventa difficile ma non impossibile.
Bisogna costruire una stagione dove la volontà e gli interessi di un popolo vincano sulla confusione e sulla improvvisazione di chi pensa di governare mentre lo spazio a disposizione è molto limitato e illusorio.
L’Associazione degli ex parlamentari in questa direzione può fare molto in un ruolo di stimolo, di proposta, di correzione e di sussidiarietà. La politica stralciata e istituzioni umiliate ritornino a essere il motore per ritrovare le libertà oggi sofferenti.
