CSM, Sforzini (Rinascimento Nazionale): “Di Pietro? No grazie. Dopo Referendum il centrodestra non perda la bussola sulla giustizia”

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«DI PIETRO AL CSM PUZZA DI CAMBIALE RETRODATATA PER IL SÌ AL REFERENDUM. NIENTE COMPLESSI DI INFERIORITÀ. FORZA ITALIA FA BENE A DIRE NO»


AgenPress. «Antonio Di Pietro al CSM con i voti del centrodestra? No, grazie. E non per una vendetta consumata trent’anni dopo, ma per una semplice questione di memoria politica, cultura delle istituzioni e coerenza garantista», dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«Di Pietro non è semplicemente un ex magistrato. È stato il simbolo di Mani Pulite e di una stagione nella quale il rapporto fra giustizia, politica e informazione ha cambiato traumaticamente la storia della Repubblica. Non ce ne siamo ancora risollevati. Proprio per questo trovo sorprendente che una parte del centrodestra possa oggi considerare la sua candidatura al Consiglio superiore della magistratura.»

«C’è poi una coincidenza politica sulla quale vale la pena interrogarsi. Di Pietro si è schierato per il Sì al referendum sulla giustizia e proprio questo suo sostegno viene oggi richiamato tra gli argomenti che renderebbero interessante la sua candidatura. Ma il sostegno a una battaglia giusta non può trasformarsi in un credito politico da riscuotere al CSM.»

«E allora pongo una domanda al centrodestra. Quanto pesa, in questi tentennamenti, la sconfitta inattesa del referendum? Quanto pesa una campagna che non siamo riusciti a condurre con la forza, la chiarezza e la capacità di mobilitazione che quella riforma meritava? Non vorrei che dalla sconfitta fosse rimasto una sorta di complesso di inferiorità culturale sul terreno della giustizia, inducendoci oggi a cercare patenti di legittimazione proprio in chi ha rappresentato una stagione profondamente lontana dalla nostra cultura garantista.»

«Sarebbe la conclusione peggiore da trarre da quel voto. Il referendum si è perso. Non per questo dobbiamo perdere anche la bussola.»

«Prendo atto dell’evoluzione delle posizioni di Di Pietro e del suo sostegno alla separazione delle carriere. Ma una conversione tardiva non cancella una biografia pubblica e soprattutto non cancella il significato simbolico di una nomina al governo autonomo della magistratura.»

«Per questo condivido la fermezza di Forza Italia. Il garantismo non può essere una bandiera da sventolare durante una campagna referendaria e da ripiegare quando si distribuiscono gli incarichi.»

«Il nuovo CSM dovrebbe aprire una stagione diversa nei rapporti fra politica e magistratura. Cominciarla eleggendo con i voti del centrodestra il simbolo politico di Mani Pulite sarebbe un paradosso autolesionista e inutile.»

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