I Sudisti Italiani proclamano la “Festa del Sud”: la data scelta è l’11 maggio

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. I Sudisti Italiani lanciano una contro-narrazione della storia risorgimentale e proclamano ufficialmente la nascita della “Festa del Sud”, fissando la ricorrenza identitaria per il prossimo 11 maggio.

Una scelta temporale non casuale ma altamente simbolica, pensata per ribaltare il significato di una data cruciale nella costruzione dell’unità d’Italia e riaffermare l’orgoglio, la cultura e le ragioni del Mezzogiorno.

L’11 maggio 1860 rappresenta lo spartiacque storico dell’Impresa dei Mille: in quel giorno i due piroscafi Piemonte e Lombardo, salpati da Quarto, approdarono nel porto di Marsala, nella Sicilia occidentale. Da lì le truppe garibaldine mossero verso Salemi dove, tre giorni dopo, Giuseppe Garibaldi avrebbe proclamato la dittatura in nome del re Vittorio Emanuele II, avviando l’annessione del Regno delle Due Sicilie alla corona sabauda.

Mentre la storiografia ufficiale celebra quell’evento come l’atto d’inizio della liberazione e dell’unificazione nazionale, il movimento dei Sudisti Italiani legge quella data in chiave critica, indicandola come l’inizio del declino economico, sociale e politico del Meridione.

A spiegare lo spirito della decisione è la nota ufficiale diffusa dai promotori dell’iniziativa, che rivendicano la necessità di non cedere alla versione dei fatti scritta dai vincitori dell’epoca.

“Noi Sudisti Italiani non ci arrenderemo mai, perché gli sconfitti non fanno altro che assecondare i vincitori. Scegliere l’11 maggio significa riprendere in mano la nostra storia, dare voce a chi non l’ha avuta e trasformare una data simbolo di sottomissione in una giornata di riscatto e di orgoglio per tutto il Mezzogiorno – dichiara il fondatore del Movimento Sudisti Italiani Aurelio Coppeto – .”

La proclamazione della “Festa del Sud” punta a promuovere un dibattito storico e culturale privo di retorica, ponendo l’accento su tematiche quali: la rilettura critica del Risorgimento e delle sue conseguenze economiche sul tessuto produttivo del Sud. La valorizzazione del patrimonio culturale e identitario delle regioni meridionali. La lotta allo spopolamento e alle disparità infrastrutturali che ancora oggi penalizzano il Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.

Per il prossimo 11 maggio sono in fase di organizzazione convegni, incontri culturali e manifestazioni simboliche in diverse città del Sud Italia, con l’obiettivo di trasformare la data in un appuntamento fisso per la memoria e il futuro del territorio – afferma Aurelio Coppeto.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -