AgenPress. Tre eventi per intrecciare arte, memoria e attivismo femminista, riportando alla luce storie di donne che hanno sfidato le convenzioni del proprio tempo. È Trittico femminista, un progetto espositivo e culturale che, attraverso mostre, documenti d’archivio, fotografie, testimonianze e tavole rotonde, mette in dialogo tre percorsi: il cinquantesimo anniversario di Riprendiamoci la notte, la ricerca artistica di Suzanne Santoro e la vicenda intellettuale e fotografica di Gianna Ciao Pointer. Dalle mobilitazioni contro la violenza di genere alle esperienze artistiche autonome, il progetto ricostruisce genealogie femministe e restituisce visibilità a protagoniste ancora poco conosciute, interrogando le disuguaglianze che persistono nel presente. Perché la memoria non è soltanto una traccia del passato: è uno strumento per comprendere il presente e immaginare nuove possibilità di libertà.
#13 e 27 novembre 2026 – Cento di queste notti
Cinquant’anni da “Riprendiamoci la notte”: la libertà non ha orario
Il progetto celebra il cinquantesimo della grande mobilitazione femminista contro la violenza sulle donne svoltasi a Roma il 27 novembre 1976. Una manifestazione che trasformò la notte, tradizionalmente associata alla paura e alla vulnerabilità femminile, in uno spazio di rivendicazione politica e collettiva. Curata da Lorenza Moretti ed Eleonora Diamante, in collaborazione con Giovanna Pompili Olivieri, la mostra Cento di queste notti: 50 anni dalla manifestazione Riprendiamoci la notte ricostruisce quella stagione attraverso materiali documentari, fotografie, fonti audiovisive e interviste alle protagoniste. Il percorso si avvale dei fondi di Archivia, dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, dell’UDI – Archivio Centrale e di archivi privati, estendendo lo sguardo alle mobilitazioni notturne dei decenni successivi fino a oggi.
Il prossimo 13 novembre, nelle sale espositive della Casa della Memoria e della Storia di Roma, sarà inaugurata la mostra. Il 27 novembre, alla Casa Internazionale delle Donne, un incontro-workshop metterà a confronto femministe attive negli anni Settanta e nei decenni seguenti con le attiviste dei movimenti contemporanei. Un dialogo tra generazioni per riconoscere continuità, trasformazioni e nuove forme di lotta.
Cinquant’anni dopo, il diritto delle donne a vivere e attraversare gli spazi pubblici senza paura resta una questione aperta. La violenza di genere non può essere ridotta a una somma di episodi individuali: è un fenomeno strutturale, che richiede trasformazioni culturali, sociali e politiche.
#19 novembre 2026 – Suzanne Santoro
Arte, femminismo e la conquista di uno spazio autonomo
La Casa Internazionale delle Donne ospita una mostra iconografica e una tavola rotonda dedicate a Suzanne Santoro, artista statunitense il cui percorso intreccia sperimentazione artistica e militanza femminista.
Formatasi nel contesto newyorkese minimalista e concettuale degli anni Sessanta, Santoro si trasferisce a Roma tra la fine del decennio e l’inizio degli anni Settanta. Qui entra in contatto con il movimento femminista e con il collettivo di Rivolta femminile, anche attraverso la relazione con Carla Lonzi.
Nel 1976 fonda, insieme a Carla Accardi, Eva Menzio, Anna Maria Colucci, Leonilde Carabba, Stephanie Oursler, Nedda Guidi, Silvia Truppi e altre artiste e intellettuali, la Cooperativa Beato Angelico: un’esperienza pionieristica che coniuga la ricerca femminista con la creazione di uno spazio espositivo stabile e autonomo rispetto ai circuiti artistici dominanti. La mostra e la tavola rotonda sono curate da Laura Iamurri e Greta Boldorini in collaborazione con Giovanna Pompili (Olivieri).
#21 gennaio 2027 – Gianna Ciao Pointer
Riscoprire una protagonista fuori dagli schemi
La Casa Internazionale delle Donne ospiterà una mostra fotografica e una tavola rotonda dedicate a Gianna Ciao Pointer, artista e intellettuale anticonformista, la cui vicenda attraversa alcuni dei luoghi e degli incontri più significativi della cultura europea del Novecento. Nata a Roma il 21 dicembre 1922, Ciao Pointer si avvicina alla politica antifascista e partecipa alle attività del Partito d’Azione nella lotta contro il nazifascismo. Trascorre lunghi periodi all’estero, entrando in relazione con artisti, scrittori e intellettuali tra cui Jacques Prévert, Joan Miró, Suzanne Solidor, Vita Sackville-West, André Verdet e Carla Vasio. Fotografia, cinema, filosofia, poesia e storia dei popoli nativi americani alimentano una ricerca personale, libera da appartenenze rigide e classificazioni convenzionali.
Curata da Elisa Genovesi e Raffaella Perna, in collaborazione con Giovanna Pompili (Olivieri), la giornata offrirà l’occasione di rileggere criticamente il suo lavoro e restituirgli visibilità.
Con Trittico femminista, gli archivi diventano luoghi vivi di conoscenza e confronto, capaci di mettere in relazione generazioni diverse e di restituire complessità alla storia delle donne.
Il progetto invita a rispondere attraverso la riscoperta di queste genealogie femministe e la trasmissione di un patrimonio culturale che appartiene alla collettività.
Trittico femminista è un progetto di valorizzazione dell’Archivio coordinato da Giovanna Olivieri, finanziato dal contributo della Regione Lazio e con il patrocinio del Municipio Roma I Centro. Alla sua realizzazione hanno collaborato: John Cabot University, Casa della memoria e della storia di Roma, Federazione italiana Associazioni Partigiane (FIAP), Casa Internazionale delle donne e Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico (AAMOD).
