AgenPress – “Il video in cui il premier Giuseppe Conte parla del governo e del ruolo dell’esecutivo nella decisione sugli sbarchi in Italia di migranti come idea condivisa è nella memoria difensiva già depositata agli atti del procedimento” . Lo ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno difensore di Matteo Salvini prima di entrare in aula a Bicocca per l’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex Ministro dell’Interno per il caso Gregoretti.
Come riporta Il Giornale “intanto è spuntata la “prova” che inchioderebbe il premier alle proprie responsabilità, ovvero di aver condiviso con Salvini la decisione di vietare lo sbarco dei migranti a bordo della Gregoretti fino a quando la Commissione europea non avesse preso l’impegno per i ricollocamenti. La fonte è pubblica: la conferenza stampa di fine anno 2019 del premier, tutt’ora disponibile su Youtube. La linea dell’esecutivo era sempre stata chiara: prima i ricollocamenti, poi lo sbarco. E lo stesso Conte aveva precisato che la condotta dei gialloverdi è stata la medesima: “Sicuramente dal primo riscontro c’è stato un coinvolgimento della presidenza come è sempre avvenuto per la ricollocazione, perché – non è un novità, era già chiaro – per quanto riguarda le ricollocazioni abbiamo sempre, a livello di presidenza, con l’aiuto del Ministero degli Esteri lavorato noi per ricollocare e consentire poi lo sbarco“.
Il 28 luglio 2019 – con la Gregoretti ormeggiata al porto di Augusta e gli immigrati bloccati a bordo – Danilo Toninelli, l’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una nota diramata alle agenzie sosteneva: “Ora la Ue risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il Continente“. Fonti del suo dicastero facevano sapere che si stava lavorando “in perfetto coordinamento con il Ministero dell’Interno nell’auspicio che si arrivi ad una rapida soluzione grazie alla pronta risposta in termini di ricollocamento“.
