AgenPress. Sul caso di Indi Gregory, la neonata affetta da una gravissima patologia mitocondriale al centro di un caso diplomatico e legale, il Codacons ha presentato questa mattina un ricorso d’urgenza al Tribunale civile di Roma, chiedendo ai giudici di ordinare la sospensione dei distacchi dei macchinari che tengono in vita la bimba. In base al ricorso dell’associazione, la cittadinanza italiana conferita ad Indi e la garanzia di cure specialistiche nel nostro Pese legittimano pienamente i giudici italiani ad esprimersi sul caso.
“La decisione dell’Alta Corte Britannica che ha respinto i ricorsi dei genitori di Indi viola l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ai sensi del quale “Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona” – scrive il Codacons nel ricorso – Violato anche l’art. 2 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo che prevede il diritto alla vita ai sensi del quale “Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena”. Lesi anche gli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione italiana che costituiscono il fondamento del diritto alla vita e della tutela della dignità umana, e la Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo (Dichiarazione di New York 1959)”.
“E’ gravemente ed immotivatamente illegittimo il rigetto del trasferimento di una cittadina italiana nel proprio paese – scrive ancora il Codacons nel ricorso – L’urgenza che muove il presente ricorso è dettata dal fatto che, in base alla decisione dell’Alta Corte Britannica, i medici interromperanno il trattamento del supporto vitale della bambina in palese violazione della richiesta del Governo italiano di trasferimento della stessa, cittadina italiana, in Italia per potersi sottoporre alle cure offerte dall’Ospedale Bambino Gesù. E’ evidente pertanto il pericolo di grave danno nel caso di specie se codesto ecc.mo Tribunale non provvede con un decreto inaudita altera parte che possa bloccare o quanto meno sospendere “l’esecuzione” programmata”.
Per tali motivi il Codacons ha chiesto con ricorso d’urgenza depositato oggi al Tribunale civile di Roma di adottare i provvedimenti necessari ed idonei a far cessare immediatamente la condotta pregiudizievole ai danni della cittadina italiana Indi Gregory, ed in particolare di:
– ordinare all’ospedale inglese e al Governo inglese di sospendere gli atti di distacco della bimba dai sistemi che la tengono in vita, e disporre l’immediato trasferimento in Italia della propria cittadina Indi Gregory prima che abbiano esecuzione provvedimenti contrari alle leggi italiane e mondiali;
– ordinare al Governo italiano di emettere un formale decreto DPCM, ovvero regolamento ministeriale della presidenza del consiglio ex legge 400/88, ovvero atto di formale invito con il quale ingiunge al Governo inglese e all’Ospedale dove la bambina è ricoverata di sospendere le procedure di fine vita, quanto meno fino alla decisione del merito del ricorso, ovvero disporre l’immediato trasferimento della bambina, ai sensi delle disposizioni sopra citate, in Italia suo paese di cittadinanza.
