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Beppe Grillo crede “nella democrazia diretta, non nel Parlamento. Eletti estratti a sorte”

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AgenPress – “Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica, e per me la domanda andare a votare Sì o No alla riduzione dei parlamentari, per me che non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum, è come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra”.

Lo dice  Beppe Grillo intervenendo in videocollegamento alla tavola rotonda Ideas for a new world organizzata dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

“Alle elezioni ormai ci va meno del 50 per cento, è una democrazia zoppicante. Si cominciano a prospettare scenari come l’estrazione a sorte, perché no? Perché non posso selezionare una persona con certe caratteristiche?”.

Grillo invoca “l’intervento dello Stato in economia”, Pauli sostiene di non essere “a favore o contrario al capitalismo o al comunismo. Sono favorevole ad una economia che risponda alle esigenze della società e crei lavoro rispettando l’ambiente”. E poi attacca sui paradisi fiscali: “Le multinazionali americane prendono i nostri dati senza nemmeno pagare le imposte. Per me i paradisi fiscali sono dei deserti”.

“E’ vero che negli anni scorsi la crescita ha mostrato limiti perché non si è rivelata per tutti”, replica Sassoli. “Ma ora abbiamo l’obiettivo di trasformare l’Europa in un continente neutro” per emissioni zero “e abbiamo bisogno di far convergere tutti i nostri sforzi verso questo obiettivo. Da una consapevolezza dell’Europa può nascere un nuovo modello commerciale: bisogna partire dal green deal per un nuovo modello di sviluppo”. Ma il presidente difende il recovery fund: “Produrremo debito ma daremo nuove opportunità alle generazioni future”.

La democrazia rappresentativa è ormai “zoppicante” e si potrebbero estrarre “a sorte” i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, anziché andare a votare – dice ancora Grillo -. Per quanto riguarda le votazioni – afferma – ci va ormai meno del 50 per cento. Quindi, è una democrazia zoppicante. Si cominciano a prospettare scenari come l’estrazione a sorte. Perché no? Perché non posso selezionare delle persone con certe caratteristiche e poi dire: ti vuoi occupare un anno, a tempo determinato, di questa cosa qui per la tua città, per il tuo Paese, per la tua regione? Non mi interessa chi sei e chi non sei, solo i requisiti. È come una giuria popolare: se una persona può dare in una giuria popolare un ergastolo può anche occuparsi un anno di una cosa in politica. Evolviamo anche in questi settori: andare a votare ogni quattro-cinque anni e mettersi la coscienza in pace è assurdo. Devi dare il voto tutti i giorni”,

Ecco perché secondo Grillo “possiamo fare tutto con il voto digitale. Sono andato ancora a votare con una matita, dietro una cabina… Sono cose che non concepisco più. Noi abbiamo lanciato Rousseau, che è interessante. Una piattaforma dove un cittadino può dire, consigliare, votare a tutti i livelli, proporre una legge. Oggi si può fare. Si può fare un referendum alla settimana”.

“Quando abbiamo lanciato questo movimento ero un pasionario,, e ho ancora questa passione, credevo in questa cosa e mi divertivo a farlo. Ora bisogna dare un senso di leggerezza alla politica, un senso anche un po’ di ironia alla politica, perché stiamo andando verso derive brutte, di razzismo, e con una battuta felice il razzista lo metti a posto senza fare titoloni nei telegiornali. L’umorismo è il muro vero di questa cose qua, del razzismo e del negazionismo”.

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