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Brunetta (FI). “Adesso Matteo si comporti da leader vero. Guidi l’alleanza ma non contro l’Europa”

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Agenpress . «È una grande soddisfazione la vittoria del centrodestra in Umbria, onore a chi ha combattuto questa battaglia riuscendo a spazzar via dopo 50 anni la sinistra. Cinque anni fa ci eravamo andati vicini e mancammo l’obiettivo per soli 12mila voti, ora ce l’abbiamo fatta». Di questi tempi trovare un esponente di Forza Italia entusiasta non è semplice, eppure Renato Brunetta riesce a esserlo, pur lanciando un amichevole guanto di sfida a Matteo Salvini.

 Esulta nonostante il suo partito abbia superato di poco il 5% e sia stato persino doppiato da Fratelli d’Italia?

«Sono andato a guardare i dati delle scorse elezioni, in Umbria anche l’ultima volta Meloni aveva preso tanti voti. Siamo in una fase fluida. Per ora tanto di cappello a Salvini, chapeau per aver liberato la rossa Umbria nonostante il suo non fortunatissimo mese di agosto è riuscito a non mollare e a vincere in maniera esaltante. Ora gli tocca avviare una nuova fase».

In cosa consiste questo nuovo inizio?

«Finora Salvini è riuscito a essere il leader della Lega, non lo è ancora del centrodestra. Deve essere capace, come fece Berlusconi nel ‘94, di federare tutte le anime della coalizione e saper costruire davvero un centrodestra plurale e con pari dignità. Coinvolga la Dc di Rotondi, Noi con l’Italia, il movimento di Stefano Parisi, il gruppo di Giovanni Toti, le tante anime del civismo e dei cattolici. Salvini aveva ammazzato il vecchio centrodestra con l’alleanza di governo con i 5 Stelle, ora ne faccia nascere uno nuovo».

Da quali punti dovrebbe partire?

«Faccio una provocazione: dall’Europa. La Lega entro novembre voti la fiducia alla Commissione Von der Leyen, sarebbe un colpo di scena che farebbe entrare Salvini nell’arco costituzionale europeo. Ci metta dentro tutti i distinguo che ci sono sull’idea di Europa (che abbiamo anche noi) ma lo faccia. Da questo passo nascerebbe un centrodestra maggioritario e Salvini assolverebbe la funzione che ricopre e ha avuto Berlusconi. Un centrodestra plurale, senza egemonismo, autorevole».

Se Salvini non accettasse lei uscirebbe dal partito?

«Questa coalizione non sarebbe più mia, così come non sentivo mia la manifestazione di piazza San Giovanni e quindi non ci sono andato. Continuerò a fare il battitore libero. Matteo può decidere se essere anti-europeista, no-euro ed essere visto sempre come un antagonista oppure scegliere di svolgere il suo ruolo in modo positivo e propositivo. Anche perché in Europa la Lega agendo così non tocca palla».

Perché il Carroccio dovrebbe accettare i consigli di un partito che ha poco più di un decimo dei suoi voti?

«Perché Berlusconi lo ha sempre fatto. O vogliamo dimenticarci di quando la Lega aveva appena il 4 per cento? Prima o poi ci sarà da fare i conti con un’evidenza: dal 2011, con l’imbroglio dello spread e la conseguente caduta del governo Berlusconi, il centrodestra è sempre stato tenuto all’opposizione. Per governare bisogna vincere, ma anche convincere, creare rapporti saldi con le istituzioni. Non si può vincere in Italia e restare isolati in Europa e nel mondo, sarebbe una vittoria fragile. Altrimenti Salvini sarà sempre tirato per la giacca, dalla Russia e dagli Usa di Trump. Berlusconi, da vero leader, riusciva a essere equidistante e in amicizia con tutti i grandi della Terra».

Come può rinascere Forza Italia?

«Ora serve una costituente del centrodestra unito, con regole, idee, valori. Stiamo lanciando la proposta per mettere un tetto di tassazione in Costituzione. Se autolimiti le entrate ne deriva l’equilibrio del bilancio perché impone una limitazione della spesa».

Pensa anche al partito unico?

«No, l’importante è che si producano idee vincenti e non importa che le porti tu o gli altri. Se altri vincono con le tue idee va bene lo stesso. Lo dico a Salvini: la solitudine in politica, dell’uomo solo al comando, è fragile e produce mostri. I nostri elettori ci chiedono di governare, abbiamo l’occasione per farlo».

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