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Coronavirus, Mollicone (FdI): “Franceschini troppo debole sulla cultura, subito fondi straordinari per i lavoratori dello spettacolo

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Agenpress. “Sosteremmo le proposte di Franceschini nell’ottica dell’unità nazionale se finalmente riuscirà a garantire risorse economiche per il settore culturale da Gualtieri e da Conte.

L’entità del Fondo emergenze è ridicola: 80 milioni in spesa corrente sono una cifra che rischia di avere un impatto fin troppo limitato su un settore allo stremo, mentre in Europa la liquidità viene erogata subito e, agli operatori culturali vengono dati 5000 euro, come sta avvenendo in Germania.

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In vista della fase 2, dobbiamo denunciare che le categorie hanno chiesto al Governo un dialogo strutturato con i vari Comitati scientifici per dare il loro contributo e capire insieme come riaprire.

Ad oggi il Governo non ha mai dato loro risposta senza dialogare con le Associazioni intermedie che cercano risposte e vorrebbero capire come sarebbe possibile riempire un teatro, una sala cinematografico o un palazzetto per un concerto – dichiara il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato FDI Federico Mollicone, nel corso dell’audizione del ministro Franceschini sulle misure contro la crisi economica relativa al Covid per la cultura e lo spettacolo – i lavoratori dello spettacolo e le imprese culturali sono in enorme difficoltà ed i provvedimenti del governo raggiungono una platea ridotta con strumenti poco incisivi.

Abbiamo chiesto al ministro Franceschini se intende adottare misure di prolungamento degli oneri tributari e contributivi, e se intende estendere le misure di ammortizzatori sociali anche ai lavoratori dello spettacoli. Riteniamo, inoltre, urgente e necessaria l’istituzione di un “Fondo salva teatri” che possa erogare prestiti a fondo perduto per il settore.

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Per quanto riguarda i cinema, è necessario sbloccare le risorse previste dalla legge sul cinema e l’audiovisivo e predisporre un contributo straordinario a fondo perduto a sostegno degli operatori.

Le mostre, in grave crisi, vanno sostenute con misure straordinarie, in particolare per il loro ruolo di “immagine” dell’Italia all’estero nei prossimi anni.

Inoltre, auspichiamo – per garantire l’economia culturale tutta – l’estensione della dotazione e del perimetro dei soggetti del Fondo emergenze anche all’industria editoriale libraria, all’industria fonografica, alla produzione discografica, ai servizi museali, alle mostre temporanee, alle imprese culturali e creative, alle attività circensi e agli spettacoli viaggianti, coinvolgendo tutte le principali categorie nella scrittura dei regolamenti attuativi.

Infine, per il turismo invitiamo il ministro a considerare l’istituzione di un Fondo per sostenere l’offerta turistica.”

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