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Covid. Mattarella elogia medici e personale sanitario, ma critica lo sproporzionato risalto mediatico dato ai no vax

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AgenPress – “Nel Paese sono emerse risorse, capacità, energie che hanno consentito di affrontare uno dei passaggi più pericolosi e difficili degli ultimi decenni. Abbiamo adottato misure rigorose non appena abbiamo avvertito la pericolosità del virus, quando l’Italia era tra i Paesi più colpiti al mondo. Desidero, ancora una volta, esprimere la grande riconoscenza ai nostri medici, agli infermieri, a tutti gli operatori del sistema della sanità che continuano a prodigarsi con abnegazione per curare i malati, per salvare vite”.

Lo ha detto Sergio Mattarella nella tradizionale cerimonia di scambio degli auguri di fine anno tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile, si è materializzato il disegno di un Paese attivo, vigile, presente, linee guida che Mattarella vorrebbe “lasciare” al suo successore al Quirinale.

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“È stata potenziata la sanità pubblica e, alla professionalità di medici e operatori, si è unita la passione civile, il senso di umanità e solidarietà, la capacità organizzativa che ha visto l’impegno delle donne e degli uomini delle Forze Armate, dei Corpi di Polizia, della Protezione civile, di tanti volontari in ogni angolo del Paese”. 

“I vaccini sono stati la migliore arma di difesa e gli italiani hanno risposto con maturità. Anche la macchina organizzativa dello Stato e delle Regioni si è mostrata all’altezza. Grazie all’alto numero di vaccinazioni ci troviamo oggi in condizioni migliori di altre aree d’Europa. Dobbiamo continuare senza incertezza su questa strada. Così ci potremo assicurare la più alta protezione possibile”.

“La prima difesa dal virus è stata la fiducia della stragrande maggioranza degli italiani nella scienza, nella medicina. Vi si è affiancata quella nelle istituzioni, con la sostanziale, ordinata adesione a quanto indicato nelle varie fasi dell’emergenza dai responsabili, ai diversi livelli. Le poche eccezioni – alle quali è stato forse dato uno sproporzionato risalto mediatico – non scalfiscono in alcun modo l’esemplare condotta della quasi totalità degli italiani”.

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