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Giorno della memoria. Segre, mi batto affinché non vada perduto il dolore di così tante vittime

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Agenpress – “Con grande preoccupazione seguo, da anni, questo riaffacciarsi di sentimenti odiosi che sono il contrario dell’accoglienza, che sono il contrario della fraternità. Sì, devo dire che sono molto preoccupata di questa onda, che non è anomala ma è il risultato della crisi economica, ma anche il risultato di insegnamenti molto sbagliati, di sovranismi e populismi”. Lo dice Liliana Segre nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

“I ragazzi imparino a non ascoltare quello che grida più forte. Senza storia non c’è memoria. E quindi, modestamente, faccio mie queste parole del Papa ‘se perdiamo la memoria annientiamo il futuro’, pur non avendone l’autorità. Le faccio mie perché le sento profondamente, dopo aver vissuto quel periodo che per me è indimenticabile e di cui, per forza di cose mi sono fatta testimone. Per tanti e tanti anni ho incontrato ragazze e ragazzi raccontando la mia storia, ma senza mai parlare di odio. E anche questo è un altro aspetto in cui mi trovo d’accordo con il Papa: ‘dissodare il terreno su cui cresce l’odio, seminandovi pace'”. “Mi batto da tanti anni affinché nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi”.

“Finché avrò vita, su questo argomento ci sarò sempre. Ma non andrò più di scuola in scuola, perché non me la sento. Perché il ricordo di quella ragazzina che ero, con il tempo, è diventato per me traumatico ora che sono arrivata  a essere la nonna di me stessa”.

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