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Le spese pazze di Mimmo Parisi, l’uomo del reddito di cittadinanza nominato da Di Maio

Agenpress –  Oltre settantamila euro di spese per volare negli Stati Uniti, in business class, noleggi auto e affitto della casa in centro a Roma. Un totale di 160 mila euro di rimborsi richiesti dal presidente dell’Anpal, il professor Domenico (Mimmo) Parisi, finiscono in una interrogazione parlamentare che Chiara Gribaudo, deputata Dem, ha presentato in commissione Lavoro sia alla Camera che al Senato con i colleghi Serracchiani, Cantone, Lepri, Mura e Viscomi.

Nell’interrogazione a risposta immediata, Gribaudo ha chiesto chiarimenti sui voli in business class da e per gli Stati Uniti e sul rinnovo annuale della aspettativa del professor Parisi dalla Mississippi State University, in quanto la carica di presidente di Anpal risulta (da statuto) incompatibile con altri incarichi. “È stata riportata la notizia che il presidente di Anpal avrebbe anche l’abitudine di recarsi una o due volte al mese negli Stati Uniti, non sappiamo se per trovare la famiglia o per lavorare, con voli business a carico di Anpal Servizi, non rendicontati e difficilmente compatibili con le norme in materia di spending review”, ha fatto presente Gribaudo.

“Chiediamo quindi al ministero un chiarimento sulla aspettativa del professor Parisi, se questa sia stata rinnovata e se non si ritiene necessario premere affinché le spese da lui sostenute vengano correttamente rendicontate e pubblicate sul sito di Anpal, dove oggi troviamo solo quelle del suo predecessore”.

Nel bilancio preconsuntivo di Anpal relativo al 2019, viene fuori che Mimmo Parisi ha speso 71mila euro per i suoi viaggi andata e ritorno da Roma al Mississippi, 55mila euro per il noleggio dell’auto con autista, 32mila euro circa per il suo alloggio romano, 5mila euro per i viaggi in Italia e 3mila euro per vitto e altro.

Il regolamento dell’agenzia prevedeva il rimborso spese per i viaggi aerei, ma solo per la classe economica. Parisi, appena insediatosi, chiese subito di poter viaggiare in business class, ma il cda di Anpal bocciò la proposta di modifica del regolamento sui rimborsi. Alla fine, il professore del Mississippi, in quanto amministratore unico di Anpal Servizi, società in house di Anpal, approvò lui stesso un nuovo regolamento sui suoi stessi rimborsi spese. All’articolo 2 del testo, “Spese di viaggio e alloggio”, si dice che “per il trasporto aereo è rimborsabile, di norma, la classe economica, salvo motivate esigenze e salvo voli transcontinentali superiori alle cinque ore”. Tutti i voli da e per il Mississippi, ovviamente, sono superiori alle cinque ore.

“Nei 12 mesi trascorsi dalla sua nomina, anche in qualità di Presidente di Anpal Sevizi S.p.A.”, Parisi “avrebbe speso circa 71.000 di euro per voli in business class fra l’Italia e gli Stati Uniti, nonché, in virtù di recenti modifiche ai regolamenti aziendali, spese per 55.000 euro per noleggio con conducente e 32.400 euro di affitto per una casa nel centro di Roma. Quindi, un totale di rimborsi ottenuti dal Parisi di quasi 160.000 euro nell’anno che, tuttavia, a differenza di quanto avvenuto per il suo predecessore, non risultano rendicontate sul sito dell’Anpal”.

Fatture che “mal si conciliano con l’incarico esclusivo e a tempo pieno di Presidente dell’Anpal”, anche in considerazione del decreto del 2012 che impone di limitare gli esborsi delle amministrazioni pubbliche al 30% della spesa sostenuta nel 2011 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi.

“Quelle di Parisi sono mancanze gravi, non solo per la violazione della normativa sulla spending review, ma anche lesive dell’immagine e della credibilità dell’agenzia in un momento in cui stiamo ancora aspettando la stabilizzazione dei 654 precari di Anpal Servizi. E non c’è traccia del software di scambio tra offerta e domanda di lavoro indispensabile per il futuro del reddito di cittadinanza”, ha ricordato Gribaudo.

“Non ci possiamo permettere che in questo ruolo ci sia qualcuno che lavora a mezzo servizio e che mina le fondamenta delle politiche del lavoro”. Lanciando alla fine un ultimatum alla ministra Catalfo: se Parisi non pubblicherà a breve i documenti di rinnovo dell’aspettativa da parte della Mississippi State University e tutte le rendicontazioni delle sue spese, “è necessario che il ministero prenda atto della sua incompatibilità, ne chieda le dimissioni o proceda a rimuoverlo per nominare qualcuno di più competente, senza conflitti di interesse e soprattutto più interessato al destino dei lavoratori italiani”.

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