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Rotondi (FI): “C’è una lettura tutta democristiana nell’elezione di Enrico Letta”

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AgenPress. C’è una lettura tutta democristiana dell’elezione di Letta, e l’ha data ‘ante litteram’ un dc di rito andreottiano come Vito Bonsignore, lo scorso ottobre a Saint Vincent, al convegno della fondazione ‘Democrazia Cristiana’.

Vito Bonsignore

Cito testualmente Bonsignore: ‘il Pd non è la ditta ex pds, ma la sinistra dc che lo ha preso in mano al punto da permettersi il lusso di lasciarne la gestione a Zingaretti’. E ancora: “smettiamola di parlare di comunisti, il Pd è il partito della sinistra dc che ha vinto la sua scommessa; una Dc ancora fortissima si divise nel 1995, da una parte i moderati, dall‘altra la sinistra che scelse l’Ulivo, e che ha egemonizzato il Pd esprimendo quattro premier e un presidente della Repubblica”. “Hanno vinto loro”, concluse Bonsignore, quasi a concludere un congresso postumo.

E sissignori, concediamola questa vittoria, e profittiamo che a riscuoterla è un tipo gentile come Enrico Letta, che non ci farà pesare la sconfitta. Che è tutta dei moderati democristiani.

Non abbiamo concluso un cavolo. Giocavamo nel campo più favorevole, quello moderato, dove stazionava l’elettorato ex democristiano. L’abbiamo diviso con Berlusconi, che era una specie di Democrazia Cristiana formato Standa. Ma poi abbiamo lasciato che quell’elettorato si radicalizzasse nei populismi, tra Lega, destra e persino Cinquestelle.

Da noi dc, manco un vagito. Ci siamo baloccati in partitelli dai nomi improbabili, abbiamo fatto cause sullo scudo crociato, in tre o quattro siamo andati persino al governo, ma l’uno contro l’altro, e sempre senza una strategia che non fosse quella di fotterci tra di noi. Solo Casini ebbe un quarto d’ora istituzionale alla presidenza della Camera, poi si stufò e ora gira il mondo.

Si dirà che ce la siamo vista col trentennio berlusconiano, ma è un’aggravante: Enrico Letta e soci si sono mangiati i comunisti, altro che il Cavaliere che attaccava i manifesti della Dc (e non ha mai frenato la ricostruzione democristiana).

La colpa è nostra, senza appelli: non eravamo all’altezza. Ancora adesso consumiamo l’ultimo anno di legislatura sperando che ce ne sia ancora un altro, senza una iniziativa, un’idea forte, un guizzo. Eppure la ragione ideale sarebbe dalla nostra parte: ma come diceva Cossiga, non basta aver ragione, devi trovare qualcuno che te la dia. E soprattutto devi avere il coraggio di farti avanti e di chiederla.

E’ quanto dichiara Gianfranco Rotondi vice capo gruppo di Forza Italia alla Camera e Presidente della fondazione Dc.

 

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