Villetta degli orrori. Arrestata anche la zia del bambino di 11 anni segregato in casa

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Agenpress –  Una terza persona è stata arrestata nell’ambito dell’inchiesta partita la scorsa estate sul bambino di 11 anni tenuto segregato dai genitori nella sua cameretta all’interno di quella che è stata ribattezzata “la villetta degli orrori”, nelle campagne vicino ad Arzachena, in Costa Smeralda, dove il bambino è stato vittima di segregazioni, percosse, minacce.

Il piccolo veniva anche percosso, e quando era lasciato solo nella sua stanza, gli venivano fatte ascoltare delle voci preregistrate che gli dicevano: “andrai all’inferno”. L’intento era quello di spaventarlo a morte per renderlo buono e obbediente. Torture fisiche e psicologiche che il bambino ha descritto dettagliatamente nel diario segreto che nascondeva in camera. In tutta la vicenda assume dunque un ruolo dominante la zia: oltre a dettare le regole di condotta ai genitori, si comportava come se fosse lei la genitrice, tenendo i contatti preferenziali con la scuola e gli altri ambienti di frequentazione del nipote

Dopo gli arresti del padre e della mamma del piccolo, che si trovano da mesi ai domiciliari, le manette sono scattare anche per una zia del bimbo, cognata del padre. Su disposizione del gip del Tribunale di Tempio Pausania, i carabinieri del Reparto territoriale di Olbia, guidati dal colonnello Davide Crapa, hanno arrestato la donna, accusata dai pm Laura Bassani e Luciano Tarditi di essere l’ispiratrice e istigatrice dei metodi educativi subiti dall’11enne.

La donna, difesa dall’avvocato Jacopo Merlini, è stata rinchiusa nel carcere di Bancali, a Sassari. La notte del 29 giugno scorso il bambino aveva telefonato ai carabinieri per chiedere aiuto dopo essere stato chiuso a chiave nella sua stanza, senza letto, senza luce e con un secchio dove fare i bisogni.