Caos commissioni. Maggioranza battuta due volte in Senato. Caccia ai traditori

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AgenPress – maggioranza è stata battuta due volte in Senato sulla presidenza della commissione Agricoltura e su quella della Giustizia. Durante la prima votazione è stato confermato il leghista Gianpaolo Vallardi, che ha sconfitto il candidato di maggioranza Pietro Lorefice (M5s); nella seconda il Carroccio, con Andrea Ostellari, ha battuto il senatore di Leu, Pietro Grasso.

La maggioranza è andata sotto in Senato per ben due volte, lasciando alla Lega la presidenza della commissione Agricoltura (che doveva andare al M5s) e quella della commissione Giustizia. Secondo l’accordo quest’ultima sarebbe dovuta andare a Pietro Grasso, di LeU. Di qui la decisione di Speranza di chiedere chiarimenti ai colleghi di governo.

Tra gli alleati è partita la caccia ai “traditori”. Non sono passati inosservati i malumori interni al M5s. Diversi parlamentari pentastellati hanno lamentato per tutto il giorno il “netto” ridimensionamento numerico, ma anche qualitativo, delle presidenze affidate al Movimento.

Fonti interne ai giallorossi hanno parlato di “agguato auto-procurato dal M5s”, anche se i diretti interessati hanno smentito. Ma c’è anche chi ha puntato il dito contro i renziani. Tra i parlamentari del Movimento, comunque, la rabbia è salita alle stelle. Il dito è stato puntato principalmente contro i direttivi di Camera e Senato, la cui gestione del negoziato è stato bocciato su tutta la linea.

In commissione Giustizia, accanto al candidato M5s Mario Perantoni votato dalla maggioranza, le opposizioni hanno votato il renziano Catiello Vitiello. Si è arrivati al ballottaggio, dove ha vinto il deputato di Iv. La capogruppo Maria Elena Boschi, però, non ha voluto “giochetti” e ha annunciato le dimissioni di Vitiello, che sono arrivate a stretto giro di posta. Si è quindi proceduto a una nuova votazione.

Dopo le dimissioni di Vitiello, però, il centrodestra ha occupato la commissione Giustizia. “Noi vogliamo – ha detto il capogruppo della Lega Roberto Tutti – che il voto nella nostra commissione sia libero e non condizionato dal voto in commissione Finanze, dove si attende l’esito dell’elezione in commissione Giustizia per verificare se l’accordo di maggioranza tiene”. I deputati di Lega, FI e FdI, una volta ripresa la seconda votazione, hanno fatto ostruzionismo. Alla fine Mario Perantoni, del M5s, è stato eletto presidente della commissione Giustizia con 26 voti.

Il M5s ha quindi incassato 5 conferme. Giuseppe Brescia è rimasto presidente della commissione Affari costituzionali, Gianluca Rizzo della Difesa, Filippo Gallinella dell’Agricoltura, Sergio Battelli delle Politiche Ue, Marialucia Lorefice degli Affari sociali. Ai pentastellati è andata anche la commissione Cultura con Vittoria Casa (che ha rimpiazzato Luigi Gallo).

I Dem hanno piazzato Fabio Melilli alla presidenza della commissione Bilancio e hanno ottenuto poi la commissione Lavoro con Debora Serracchiani, Esteri con Piero Fassino, Ambiente con Alessia Rotta e Attività produttive con Martina Nardi.

Italia viva ha conquistato la commissione Trasporti con Raffaella Paita e, dopo che si è sciolto il nodo Giustizia, ha ottenuto anche la commissione Finanze con Luigi Marattin. A differenza del Senato, alle presidenze delle commissioni della Camera sono stati eletti tutti i candidati concordati dalla maggioranza.

A Palazzo Madama, ad eccezione di Giustizia e Agricoltura, le altre commissioni hanno rispettato il risiko definito sulla carta. Il Pd ha ottenuto Dario Parrini alla presidenza della commissione Affari costituzionali, Roberta Pinotti alla Difesa, Luciano D’Alfonso alle Finanze e Dario Stefano alle Politiche Ue. Italia viva ha incassato Riccardo Nencini all’Istruzione e Annamaria Parente alla Sanità. Al M5s sono rimaste la commissione Esteri con Vito Petrocelli, la Bilancio con Daniele Pesce, quella Lavori pubblici con Mauro Coltorti, Industria con Gianni Girotto, Lavoro con Susy Matrisciano e Ambiente con Vilma Moronese.