AgenPress. “Valditara era in aula, ma mentre parlava un senatore di AVS i banchi del governo erano deserti. La prassi vuole che ci sia qualcuno del governo ad ascoltare il dibattito parlamentare, e quindi abbiamo chiesto dove fosse finito il ministro o il sottosegretario. Valditara era finito con gli amichetti suoi della Lega a chiacchierare e quando c’è stata questa mini sollevazione Valditara ha mosso le braccia dicendo ‘io sono qui e io vi ascolto’. Ma quella non è una sala d’attesa, quello è il Senato della Repubblica, non una lounge. Valditara guardava verso noi come a dire: ‘Ma che problema c’è?’, e quindi gli ho urlato che doveva sedersi ai banchi del governo, anche perché gli ho ricordato di essere pagato per quello”.
Queste le parole di Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Il discorso dell’educazione affettiva è, al di là del bene e del male, una roba che considera sempre le persone come se avessero bisogno di chissà quali tutele e cautele. Per i ragazzi, introdurre l’educazione psico-sesso-affettiva nelle scuole è secondo me un investimento importante dal punto di vista culturale e sociale. Tutte le cose dipendono da come si fanno”, ha proseguito Sensi. “Di facciata c’è la difesa dell’istituzione familiare, poi la questione vera è: oddio mio, chissà cosa insegnano a mio figlio, chissà come cresce mio figlio. Credo che si debba cominciare a pensare che l’educazione affettiva sia un pezzo del corredo della formazione dei ragazzi: funziona altrove, perché non deve funzionare pure da noi?”.
“Sono molto amareggiato per la Picierno, penso che sia una formidabile combattente che in Europa fa uno straordinario lavoro. Sul punto specifico del suo addio al PD, io ho un’altra idea: non penso che il Partito Democratico abbia esaurito la sua vocazione riformista, mentre Pina ritiene che non sia più accogliente per chi ha idee come le sue, idee che condivido anche io”, ha concluso Sensi. “Sono quindi due valutazioni diverse, ma non è una critica a Pina, ci mancherebbe. Io però non esco e penso che avrebbe potuto continuare a fare la sua battaglia da dentro. Penso che il PD somigli a quello per il quale è stato fondato e cioè dare rappresentanza a culture diverse: non è un monolite”.
