AgenPress. “Se questa sentenza di archiviazione avesse visto la luce mediatica per tempo sarebbe stata un elemento in più di riflessione, ma non so se poteva essere l’argomento per risolvere il tema del referendum. Nelle regioni governate dal centrodestra non ne abbiamo vinta una, c’è stata una grande responsabilità politica e poi la comunicazione ci ha messo il suo. Mi ha colpito in negativo che gli ideali siano stati battuti dalle bugie; ciò significa che la comunicazione oggi è capace di miracoli neri. Questa notizia avrebbe quantomeno neutralizzato alcuni scivoloni televisivi da parte di alcuni che sono stati una concausa, ma non si può dire con il senno di poi quanto sarebbe stata poi efficace.
La nostra non è una crociata contro la magistratura, menomale che ci sono giudici capaci di esprimersi in modo corretto. Ciò che dispiace moltissimo nella vicenda Berlusconi è che per trent’anni si è inseguito un fantasma inesistente, cercando a tutti i costi una legittimazione che poi i fatti hanno dimostrato essere del tutto sprovvista di fondamento. Tra Berlusconi e la mafia c’è la stessa distanza che c’è tra noi e Giove. Questa sentenza è prova di una ossessione nelle indagini e quando le indagini sono ossessive non sono mai buone indagini. Quando si cerca a tutti i costi un risultato è ovvio che si fa di tutto per raggiungerlo, e non va bene”.
Queste le parole di Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Le sentenze hanno una loro dimensione e vanno accettate per quello che sono e, quando sono definitive, nel nostro ordinamento hanno un peso, tant’è che si è colpevoli solo quando c’è una condanna definitiva. Ma questo non vuol dire che le sentenze, anche per fatti successivi, non siano passibili di una rilettura. Io credo che questa archiviazione chiarisca definitivamente, per quanto riguarda Berlusconi, che tutti i tentativi di accostarlo alle mafie debbano essere respinti al mittente”, ha proseguito il vice ministro.
“Questa sentenza riguarda le stragi nei rapporti tra Berlusconi e i mafiosi, la parola ‘strage’ è strettamente dipendente da questa presunta connessione. Questo è un provvedimento che arriva dopo, che ha approfondito i dati che per una sollecitazione morbosa delle procure è giunta all’attenzione di un gip che ha messo la parola fine a questo capitolo. Nelle vicende giudiziarie c’è la possibilità che le sentenze colpiscano o meno nel segno; oggi siamo di fronte alla decisione di un gip che ha preso atto dell’impossibilità di pensare ad un collegamento tra il 416 bis e Silvio Berlusconi”.
“Noi abbiamo parlato di un tavolo sulla responsabilità civile dei magistrati, dove ognuno possa dire la sua. Con questa legge, attualmente in vigore, negli ultimi 15 anni abbiamo avuto 15 sentenze affermative della responsabilità per colpa professionale di un magistrato: mi sembra che il dato sia desolante rispetto alle oltre 800 cause intentate. Quindi qualche motivo per il ripensamento c’è”, ha concluso Sisto. “Una riflessione su questo non è fuor d’opera e riteniamo che la riflessione possa e debba essere fatta dalla coalizione.
Nordio dice che bisogna colpirli sul piano disciplinare e non sul risarcimento del danno: niente e nessuno impedisce che questi fatti possano essere rilevanti anche sul piano disciplinare. Non si colpisce però il magistrato con il risarcimento del danno, ma si soddisfa il danno subito dal cittadino, anche se a pagare è l’assicurazione. Non è logica punitiva, nessuno vuole punire nessuno, ma c’è solo una necessità di equilibrio”.
