L’ opinione di Roberto Napoletano. I bei tempi della Napoli-Bari. I quattro atti della commedia all’italiana

Rete unica: il progetto a guida Tim non è stato nemmeno presentato in sede europea che già scatta l’allerta antitrust. Autostrade: non solo i Benetton saranno coperti di soldi ma il dilettantismo impedisce di farli uscire dalla società. Insomma: le cose si annunciano, ma non si fanno. Il Covid non sceglie il treno su cui salire, vero ministro Speranza? Spesa pubblica: la scienza del pregiudizio ignora la vergogna dello scippo e blocca lo sviluppo

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

AgenPress – In tempi non sospetti abbiamo definito il vicepresidente italiano della Bei, Dario Scannapieco, il nuovo Gabriele Pescatore, l’uomo che consentì all’Italia nel Dopoguerra di raddoppiare il prestito Marshall e contribuì al miracolo economico da protagonista assoluto. Mentre andiamo in macchina apprendiamo che la Bei fa sulla alta velocità ferroviaria della Napoli-Bari il più grande finanziamento della sua storia su un singolo progetto.

Chiediamo al Presidente Conte e alla sua squadra di ministri di spesa di riflettere seriamente sulle proposte lanciate da questo giornale. Se lo Stato della Repubblica italiana non riprende in mano la regia degli investimenti pubblici, blocca lo strapotere miope dei potentati regionali del Nord, e affida in mani di comprovata competenza la gestione del Recovery Fund, marcia senza saperlo a fari spenti verso il burrone dal quale non potrà più rialzarsi. Quello della solita commedia all’italiana che vi raccontiamo di seguito in quattro punti premettendo di essere consapevolmente fortemente omissivi.

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