Cassa dottori commercialisti. Trattamenti pensionistici più adeguati per i giovani iscritti

Approvata dai Ministeri competenti la modifica al Regolamento Unitario deliberata dall’Assemblea dei delegati nel febbraio 2020 che porta all’1,5% la quota di contribuzione integrativa accreditata sul montante

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AgenPress – Trattamenti pensionistici sempre più adeguati per gli iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti. È stata, infatti, approvata dai Ministeri competenti la delibera assunta dall’Assemblea dei Delegati dell’ente lo scorso 5 febbraio, che prevedendo la proroga per il decennio 2023-2032 del meccanismo di accredito di quota parte della contribuzione integrativa sui montanti degli iscritti, ne aumenta anche la percentuale relativa.

Tale misura, infatti, era stata temporaneamente riconosciuta per il periodo dal 2013 al 2022, e prevedeva che una percentuale pari all’1% del volume d’affari IVA del professionista venisse accantonato sui montanti individuali, in misura inversamente proporzionale all’anzianità contributiva.

Con la nuova delibera approvata dai Ministeri – oltre ad allungarsi il periodo di beneficio –  si innalza  la quota riconosciuta sui montanti che passa all’1,5%, con l’effetto di incrementare  l’adeguatezza delle prestazioni previdenziali nella parte calcolata con il metodo contributivo.

“La scelta – ha commentato Walter Anedda, Presidente della Cassa Dottori Commercialisti – è stata quella di incrementare i trattamenti pensionistici in un’ottica di maggiore equità intergenerazionale, garantendo pensioni più adeguate agli iscritti più giovani che, per i meccanismi previsti dal calcolo contributivo, rischiano di percepire pensioni molto più contenute rispetto ai loro colleghi più anziani. A ciò si aggiunga che valorizzando ulteriormente sul piano previdenziale la componente di contribuzione calcolata sul volume di affari, si disincentiva la prassi di fatturare parte delle prestazioni per il tramite di società di servizi”.