Codice K: Angeli della sicurezza – su RaiPlay dal 21 aprile (on demand) e su Rai 3 il 3 maggio alle ore 13:00” Ci sono storie che meritano di essere raccontate. E soprattutto riconosciute. Dietro le quinte della sicurezza. La grandezza della Questura di Roma
AgenPress. Da domani su RaiPlay e il 3 maggio su Rai 3, il documentario “CODICE K – Angeli della sicurezza” ci porta dentro uno dei momenti più complessi e delicati affrontati dal nostro Paese: la gestione della sicurezza in occasione del funerale di Papa Francesco.
Un racconto intenso che mostra, senza retorica, il lavoro silenzioso e straordinario di donne e uomini che ogni giorno, spesso lontani dai riflettori, mettono a rischio se stessi per garantire la sicurezza di tutti e contribuire a mantenere alto il prestigio dell’Italia nel mondo.

Al centro del documentario, la Centrale Operativa Grandi Eventi della Questura di Roma e il lavoro di coordinamento raccontato dal Questore Roberto Massucci e dal Prefetto Lamberto Giannini. Ma i veri protagonisti sono tutti gli operatori delle forze di polizia e del sistema sicurezza, parte di un dispositivo interforze che agisce come un unico organismo.
Un sentito ringraziamento agli ideatori Mario Viola, Domenico Cerbone e Giuseppe Sciacca, alla cura editoriale di Giulietta Venneri e alla regia di Fedora Sasso, per aver saputo raccontare con profondità e rispetto una realtà così complessa e spesso invisibile.
Invito a vederlo tutti coloro che si riconoscono in questi valori. E a condividerlo, perché il senso dello Stato si alimenta anche attraverso la conoscenza e la consapevolezza.

In questo racconto, per me, c’è anche una emozione personale profonda e un sentimento di orgoglio. Riconosco in quelle immagini la visione che, all’epoca del mio incarico alla Questura di Roma, portò a concepire e realizzare il secondo grande progetto di ristrutturazione e informatizzazione della Centrale Operativa: una struttura che introduceva un elemento nuovo e decisivo, il Centro per la gestione della sicurezza dei grandi eventi, pensato per affrontare scenari complessi e straordinari come le esequie del Santo Padre e i grandi eventi giubilari del 2015 e del 2025, che hanno visto Roma al centro della scena internazionale, affiancato alla tradizionale Sala Operativa, anch’essa potenziata e modernizzata.
Due ambienti distinti ma pienamente integrati, Sala Operativa e Centro Grandi Eventi, progettati per lavorare in parallelo, con tecnologie avanzate e capacità di coordinamento interforze, concepiti come una vera e propria infrastruttura di sicurezza proiettata nel futuro: una Centrale Operativa che “viaggia nel tempo”, capace di anticipare le esigenze di una Capitale chiamata a gestire eventi di portata mondiale.
Già allora, con uno sguardo rivolto al futuro, si immaginava una struttura in grado di sostenere flussi straordinari di persone, fino a scenari di milioni di presenze, integrando tutte le componenti istituzionali e operative chiamate a concorrere alla sicurezza della città. Una scelta che nasceva dall’esperienza e dalla memoria, ma soprattutto dalla consapevolezza che Roma avrebbe continuato a essere sede di eventi di rilevanza globale.
Rivederla oggi protagonista nella gestione di operazioni di tale complessità restituisce il senso pieno di quella visione: un investimento che ha unito tecnologia ed esperienza, e che ancora oggi continua a dimostrare la sua attualità ed efficacia al servizio della sicurezza dei cittadini.
