AgenPress. Il caso delle presunte apparizioni della “Madonna di Trevignano” arriva ufficialmente nelle aule di giustizia. Gisella Cardia e il marito sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa aggravata e associazione a delinquere. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Civitavecchia, al termine di un’indagine durata oltre due anni e innescata dalle denunce di alcuni fedeli.
Secondo la Procura, i coniugi avrebbero sfruttato la credulità di centinaia di persone che, negli anni, si sono recate sul colle di Trevignano Romano, sulle rive del lago di Bracciano, per assistere alle presunte manifestazioni della Vergine Maria. Le apparizioni, narrate da Gisella come messaggi profetici e ammonitori per l’umanità, avevano attirato pellegrini da diverse regioni italiane, generando donazioni, offerte spontanee e finanziamenti per la costruzione di una cappella e per il mantenimento dell’associazione religiosa “Madonna di Trevignano ETS”.
Gli inquirenti ipotizzano che alcune statue considerate miracolose, come quella che avrebbe pianto “lacrime di sangue”, fossero state manipolate con sostanze animali per simulare fenomeni sovrannaturali. Tra le prove citate, analisi di laboratorio che avrebbero mostrato corrispondenze biologiche tra i campioni prelevati e materiale suino.
I legali dei due imputati respingono le accuse, sottolineando che le donazioni dei fedeli sono sempre state volontarie e motivate da autentica devozione. Gisella continua a dichiararsi semplice “messaggera” e sostiene di aver sempre ricevuto apparizioni reali della Vergine Maria: «Non abbiamo mai ingannato nessuno. La verità verrà fuori», ha dichiarato in una delle ultime interviste.
La vicenda ha spaccato profondamente la comunità locale e i gruppi di devoti.
Da una parte ci sono coloro che ritengono Gisella una mistica perseguitata, sostenendo che l’azione giudiziaria sia un attacco alla fede popolare.
Dall’altra, credenti e residenti che parlano di manipolazione emotiva e religiosa, denunciando sofferenze economiche e psicologiche vissute da persone fragili o malate.
La diocesi di Civita Castellana aveva già preso le distanze nel 2023 con un decreto che giudicava “non autentici” i fenomeni e vietava celebrazioni religiose legate a Trevignano. La Chiesa, come da tradizione in tema di apparizioni, ha seguito una linea prudente, attendendo l’esito delle indagini civili prima di eventuali ulteriori provvedimenti canonici.
Il processo si aprirà nei prossimi mesi. Saranno ascoltati testimoni, devoti, consulenti scientifici e membri dell’associazione. Il dibattimento si preannuncia lungo e complesso, anche per le implicazioni sociali e spirituali che il caso porta con sé.
