Fausto Boni Fondatore e General Partner 360 Capital Partners all’Italian Investment Council by Remind: “Trasformare il talento e la ricerca in imprese solide”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Fausto Boni Fondatore e General Partner 360 Capital Partners: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito e per aver posto al centro del dibattito un tema fondamentale: investire nel presente per costruire il futuro dell’Italia e dell’Europa.

Dal punto di vista di chi opera nel venture capital, la questione centrale oggi riguarda la sovranità tecnologica del nostro continente. In molti settori strategici, dai dati ai datacenter, dalle telecomunicazioni alla cybersicurezza fino ai satelliti, l’Europa non dispone ancora di una piena autonomia e questo rappresenta una vulnerabilità importante nello scenario geopolitico attuale.

Il problema è anche legato al livello degli investimenti. In Italia, ad esempio, si investe in tecnologie innovative molto meno rispetto ad altri Paesi europei e, soprattutto, rispetto agli Stati Uniti. Questo crea un divario che rende difficile trattenere e far crescere nel nostro continente le aziende più promettenti. Spesso accade che le startup europee nascano e si sviluppino nelle prime fasi grazie a capitali locali, ma siano poi costrette a trasferirsi altrove per trovare le risorse necessarie alla crescita.

In questo modo rischiamo di perdere valore, competenze e leadership tecnologica. Per affrontare questa sfida servono tre elementi fondamentali: più capitali dedicati all’innovazione, politiche industriali stabili nel tempo e una visione realmente europea. Non possiamo più ragionare solo su scala nazionale: la competizione tecnologica oggi è globale e richiede una risposta coordinata.

In Italia esistono realtà straordinarie, spesso poco visibili, nate anche dal lavoro delle università e dei centri di ricerca. Se riusciamo a sostenerle con pazienza, competenze e investimenti adeguati, possono diventare protagoniste nei settori più innovativi, dall’energia alle tecnologie avanzate. La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare il talento e la ricerca in imprese solide, capaci di crescere e competere a livello internazionale”.

 

 

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -