Amsi-Umem-Uniti per Unire-Aisc News con UAP in difesa della sanità italiana

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AgenPress. A Roma, al Teatro Brancaccio, la manifestazione nazionale promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, iniziativa dedicata alla difesa dell’equità e della qualità del Servizio sanitario nazionale.
L’evento, moderato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, riunisce sul palco i presidenti delle principali associazioni e organizzazioni professionali della sanità accreditata che compongono UAP, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del Paese sulle criticità che stanno attraversando il sistema sanitario italiano.
Non si tratta di una protesta corporativa ma di una mobilitazione civile che intende riportare al centro del dibattito pubblico alcune dinamiche che, secondo numerosi operatori del settore, rischiano di incidere sull’equilibrio complessivo del Servizio sanitario nazionale.

LA RICHIESTE DELLA RETE ASSOCIATIVA AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE SULLA DIFESA DELLA SANITÀ ITALIANA

In questo contesto la rete associativa formata da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia, AISC News – Agenzia Internazionale di Informazione Senza Confini, Movimento Internazionale Uniti per Unire e il network di agenzie stampa CISC Network, presenti alla manifestazione accanto ad UAP, analizza il quadro complessivo della sanità italiana.
Le associazioni e i movimenti sottolineano come il dibattito aperto dalla manifestazione riguardi l’intera architettura del sistema sanitario nazionale, fondata sull’equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata, componenti chiamate a operare nel rispetto di rigorosi requisiti professionali, organizzativi e strutturali.
Secondo la rete associativa, qualità dell’assistenza, sicurezza dei pazienti e tutela dei professionisti sanitarirappresentano elementi essenziali per garantire la sostenibilità e la credibilità del Servizio sanitario nazionale.

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L’INTERVENTO DEL PROF. FOAD AODI

Su questi temi interviene il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, presidente AMSI, fondatore del Movimento Internazionale Uniti per Unire e direttore responsabile di AISC News.
Nel suo intervento dal palco del Teatro Brancaccio Aodi ringrazia la presidente UAP Mariastella Giorlandino, il direttivo dell’associazione e i rappresentanti delle organizzazioni presenti, sottolineando l’importanza di una mobilitazione condivisa a difesa del sistema sanitario italiano.
«Una sanità è davvero in salute quando i professionisti sanitari sono valorizzati, protetti e messi nelle condizioni di lavorare con dignità e sicurezza», afferma Aodi. «Il diritto alla salute dei cittadini passa inevitabilmente dal rispetto dei diritti e dei doveri di chi ogni giorno opera negli ospedali, nei laboratori, negli ambulatori e nei servizi territoriali».

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Prof. Foad Aodi

LE PRIORITÀ INDICATE DA AODI PER IL FUTURO DELLA SANITÀ ITALIANA

Nel suo intervento Aodi richiama alcune priorità strategiche sulle quali, secondo la rete associativa, è necessario intervenire con maggiore decisione per garantire stabilità e futuro al sistema sanitario italiano. La prima riguarda la difesa della sanità italiana come modello unitario fondato sull’equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata. Un sistema che negli anni ha consentito di garantire qualità delle cure, capillarità dei servizi e sicurezza per i cittadini e che, secondo Aodi, deve essere preservato e rafforzato evitando contrapposizioni ideologiche tra le diverse componenti del sistema sanitario.
Una seconda priorità riguarda la tutela dei professionisti della sanità, che rappresentano il vero motore del sistema sanitario nazionale. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano oggi in un contesto sempre più complesso, segnato da carenze di personale, aumento delle aggressioni, pressione organizzativa e crescente responsabilità professionale. Per questo, sottolinea Aodi, diventa fondamentale restituire centralità, rispetto e condizioni di lavoro adeguate a chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali, dei servizi territoriali e delle strutture sanitarie del Paese.
Infine Aodi richiama il ruolo degli ordini e degli albi professionali, che devono diventare sempre più rappresentativi e inclusivi, trasformandosi nella casa di tutti i professionisti della sanità. Secondo il presidente AMSI, gli ordini devono rafforzare la loro funzione di rappresentanza e valorizzazione delle competenze, promuovendo partecipazione, inclusione e riconoscimento del ruolo di tutte le professioni sanitarie che contribuiscono ogni giorno alla tutela della salute dei cittadini. Altrimenti si rischia che i consigli direttivi siano eletti dal 3-5% degli iscritti come sta succedendo negli ultimi anni in particolare dopo la pandemia.

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LE CRITICITÀ DEL SISTEMA SANITARIO

Nel suo intervento Aodi richiama inoltre alcune delle principali criticità che stanno attraversando il sistema sanitario italiano.
Secondo i dati delle indagini AMSI-UMEM aggiornate al 28 febbraio 2026, nel Servizio sanitario nazionale si registra una carenza complessiva stimata di circa 158 mila professionisti sanitari, mentre negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo delle aggressioni contro il personale sanitario e una crescente migrazione di medici e infermieri verso l’estero.
A questo si aggiungono le difficoltà organizzative di molte strutture sanitarie, la pressione crescente sui pronto soccorso e le criticità legate alla sostenibilità del sistema in un contesto demografico caratterizzato dall’aumento della popolazione anziana.

IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI SANITARI DI ORIGINE STRANIERA

Nel suo intervento Aodi richiama anche il contributo fondamentale dei professionisti sanitari di origine straniera al funzionamento del sistema sanitario italiano.
Oggi in Italia operano circa 127.800 professionisti sanitari di origine straniera, tra cui oltre 51 mila medici e circa 47 mila infermieri, e numerosi farmacisti, fisioterapisti, odontoiatri ,logopedisti ,podologi ,psicologi ,Dietisti che negli ultimi anni hanno contribuito a garantire la continuità dei servizi sanitari in numerose strutture del Paese.

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APPELLO ALLA POLITICA

«Occorre inviare un messaggio forte, chiaro e senza ambiguità alla politica: per essere credibili bisogna garantire ai cittadini e ai propri elettori **scelte concrete e risultati reali, non promesse sterili».
«Il sistema sanitario ha bisogno di responsabilità, programmazione e rispetto per i professionisti che ogni giorno tengono in piedi la sanità italiana», aggiunge Aodi. «Quando la sanità riesce a fare squadra e a presentarsi unita, non vince una categoria o un’organizzazione: vince il diritto alla salute dei cittadini».

UNA SANITÀ PIÙ UNITA PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE
Il quadro complessivo delineato nel corso della manifestazione evidenzia un sistema sanitario sotto forte pressione ma anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutte le componenti del sistema.
«La nostra visione è semplice», conclude Aodi. «Una sanità più unita è una sanità più forte. Più rispetto per i professionisti sanitari significa più sicurezza per i pazienti e più collaborazione tra pubblico e privato significa più cure e più diritti per tutti i cittadini».
«Uniti per i professionisti. Uniti per la sanità. Uniti per i cittadini. Uniti per albi professionali più rappresentativi e aperti a tutti .Perché quando la sanità ed i professionisti della sanità sono uniti vince il diritto alla salute e vincono tutti e vice l’Italia ».

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