AgenPress. “È difficile da spiegare quello che è successo, anche impossibile da giustificare. Il Cardinale Pizzaballa ha detto che bisognerebbe preoccuparsi di chi sta peggio di noi, della gente che viene crocifissa durante la guerra. È questo il messaggio forte che arriva dal Patriarca di Gerusalemme. È possibile che Israele si sia legato al dito qualche suo messaggio, che però ha parlato sempre con grande misura e stando vicino alle vittime di guerra, palestinesi e israeliane, anche quelle dell’ultimo attacco di Israele”.
Queste le parole di Marco Tarquinio, europarlamentare indipendente del PD, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Sul DDL antisemitismo mi auguro che, in sede di applicazione, prevalgano i principi fondamentali del nostro ordinamento, che garantiscono dal linguaggio d’odio e che consentono la libertà di critica. Sarebbe drammatico, di una violenza insopportabile, se le critiche ad un governo pro tempore di un Paese, in questo caso al governo Netanyahu, venissero classificate come un atto di propaganda antisemita”, ha proseguito Tarquinio. “Tutte le volte che si difende una minoranza sono tendenzialmente d’accordo. Penso che esistano già abbastanza tutele nel nostro ordinamento, ma a volte è necessario sottolineare con più forza una condizione di sofferenza o di rischio e questa è la risposta che la politica deve saper dare”.
“Credo che abbia ragione Pizzaballa quando dice che c’è stato un fraintendimento pesante, una presunzione: è la stessa presunzione che porta il governo Netanyahu a fare la guerra che sta facendo. Il primo responsabile dell’antisemitismo che stiamo respirando è Netanyahu, è la sua politica che sta rigenerando l’antisemitismo”, ha concluso Tarquinio. “La comunità arabo-cristiana, che era il 25% della popolazione in Terra Santa, si è ridotta al 2%. Sono emigrati quasi tutti allontanandosi dalla terra dove c’era una presenza secolare. I cristiani sono la minoranza più cospicua sulla faccia della terra, una minoranza perseguitata”.
