Borghi (Lega): “Dobbiamo recuperare la nostra sovranità e se il Quirinale non è d’accordo pazienza”

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AgenPress. “Bisogna guardare all’interesse nazionale. Se il Quirinale si irrita, non so cosa farci: io sono eletto da persone che volevano anche l’uscita unilaterale dall’Unione Europea. Penso che l’UE sia un danno per noi, ne sono assolutamente convinto, non cresciamo da 25 anni. Dobbiamo recuperare la nostra sovranità e devo convincere quanta più gente possibile. Chi non è d’accordo, come il Quirinale, pazienza. Io non dipendo dal Quirinale. In questa situazione che stiamo vivendo in Europa, ci sono dei Paesi che hanno prezzi dell’energia totalmente diversi l’uno dall’altro, però non posso spendere per riuscire a portare il prezzo dell’energia per le mie imprese al livello di quello degli altri. È da tanto tempo che dico che bisogna disobbedire”.

Queste le parole di Claudio Borghi, senatore della Lega, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Per me Trump è sempre stato una speranza di cambiamento, e tuttora lo è, perché quando sei su una strada che non va da nessuna parte, qualsiasi onda va bene. Al di là dei modi, che sono il suo modo di negoziare, lui sta seguendo un documento importantissimo, quello di sicurezza nazionale, in cui è spiegato che tipo di impostazione vogliono seguire. Loro pensano che il nemico sia la Cina e tutte le loro mosse non sono casuali, infatti attaccano tutti i fornitori tipicamente mirati alla Cina”, ha proseguito Borghi. “Vedere la Russia che ricomincia a vendere il suo gas all’UE, secondo me, per Trump è più positivo rispetto che se si andasse con la Cina. Uno dei punti in questo programma è quello di smantellare l’Unione Europea, perché Trump dice che l’UE è ciò che pesa sulle nazioni europee. Sicuramente sarebbe meglio se avesse un modo di fare più lineare. Obama bombardava con la faccia pensosa e intanto faceva un danno clamoroso, è troppo facile far passare Trump per pazzo”.

“La Commissione europea dice che non si può sforare il Patto di stabilità, ma dall’altra parte sono pronti a tirare fuori 90 miliardi di prestiti per Zelensky, soldi che non riavremo mai. È difficile spiegare alla gente che per un pieno non puoi intervenire, ma se devo comprare un carro armato per l’Ucraina va tutto bene”, ha concluso Borghi. “Noi faremo una manifestazione per cercare di alzare la voce, dal nostro punto di vista dobbiamo fregarcene e fare quello che c’è bisogno di fare per le nostre imprese. Convincere il partito non è un problema, i primi da convincere saranno i nostri alleati, e siamo fiduciosi che ci siano buoni argomenti. Siamo abbastanza determinati anche sul gas russo, lì bisognerà solo evitare di essere quelli con il cerino in mano perché si stanno muovendo tutti”.

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