AgenPress. Nessuna intenzione di scendere in politica, ma una replica dura e articolata contro quelle che definisce “fantasie”. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, interviene con una lettera per rispondere alle ricostruzioni pubblicate dal quotidiano diretto da Marco Travaglio, che ipotizzavano un suo possibile ingresso sulla scena politica.
Nel mirino della replica, in particolare, un articolo firmato da Pino Corrias, a cui Marina Berlusconi contesta non solo il contenuto, ma anche i toni utilizzati. L’imprenditrice smentisce categoricamente qualsiasi progetto politico personale, liquidando le indiscrezioni come “infondate” e frutto di una narrazione costruita ad arte.
Ma è soprattutto sul piano culturale e linguistico che la presidente di Fininvest affonda il colpo. Nella lettera, infatti, denuncia quello che considera un approccio intriso di pregiudizi: “idee retrograde, misogine e profondamente patriarcali”, scrive, riferendosi al modo in cui viene rappresentata la sua figura.
Un passaggio particolarmente duro riguarda il riferimento al “body shaming” e, più in generale, a un atteggiamento che Marina Berlusconi definisce come espressione di un “disprezzo del genere femminile” dai tratti addirittura “cavernicoli”. Parole che segnano un’escalation nel confronto con una parte del mondo mediatico, accusato di utilizzare categorie superate e offensive.
Nel testo emerge anche una critica più ampia a quella che viene descritta come una persistente “ossessione antiberlusconiana”, un elemento che, secondo la presidente di Fininvest, continuerebbe a influenzare il racconto giornalistico anche a distanza di tempo dalla stagione politica di Silvio Berlusconi.
La presa di posizione di Marina Berlusconi si inserisce così in un doppio binario: da un lato la smentita netta di qualsiasi coinvolgimento politico diretto, dall’altro la denuncia di un clima mediatico che, a suo giudizio, travalica i confini della critica legittima per scivolare in attacchi personali e stereotipi di genere.
Un intervento che riapre il dibattito non solo sulle indiscrezioni politiche, ma anche sul linguaggio e sui limiti del confronto pubblico.
