Lo studio dell’Unicusano, pubblicato insieme ad altre università internazionali (Spagna e India) sul Journal of Engineering and Technology Management, accende il faro sui nuovi modelli di Intelligenza Artificiale più evoluti: l’Agentic AI, in grado di pianificare in totale autonomia i viaggi tenendo in considerazione fattori come sostenibilità, costo carburante, blocchi aerei o marittimi
AgenPress. Il turismo è sempre più nelle mani dell’Intelligenza Artificiale. Se nel 2025 un viaggiatore su quattro si affidava all’IA generativa per definire itinerari, scegliere hotel e ricevere suggerimenti su attrazioni e attività, nel 2026 il mondo dei viaggi potrebbe vivere una nuova primavera. Tutto grazie all’Agentic AI, modelli in grado di pianificare al dettaglio le vacanze tenendo in considerazione temi di strettissima attualità come l’impatto ambientale, i costi di trasporto, le guerre, i blocchi aerei e navali, il costo del carburante. Per arrivare a consigliare, così, non solo la destinazione o l’itinerario migliore, ma anche il modo di vivere il viaggio e la vacanza.
A certificare la rivoluzione e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale Agentica sulla vita dei viaggiatori è stato un pool di atenei guidato dall’Università degli Studi Niccolò Cusano. I professori Marco Valeri e Alessandra Vitale del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche, Sociologiche e Umanistiche, insieme ai colleghi Samiha Chemli (University of Deusto, Spagna) e Shekar (Jindal Global Business School, India) hanno analizzato il ruolo strategico dell’IA nella pianificazione dei viaggi e nella selezione delle esperienze turistiche.
“La domanda da cui siamo partiti è molto semplice – spiega Marco Valeri, professore dell’Unicusano – cosa accade quando gli algoritmi iniziano a comportarsi come veri e propri travel planner autonomi? Oggi si fa largamente uso dell’Intelligenza Artificiale in questo settore, ma di fronte a noi si apre una nuova era: attraverso l’Agentic AI sarà possibile pianificare itinerari in maniera più efficiente ed efficace perché in grado di analizzare i contesti internazionali, i costi e perfino valutare l’impatto ambientale”. Restituendo, alla fine, soluzioni sostenibili per ambiente e portafogli. “Per questo – aggiunge il prof Valeri – ci aspettiamo che presto questa tecnologia sarà ampiamente sfruttata dalle persone, ampliandone il numero: pensate che soltanto fra il 2024 e il 2025 l’utilizzo dell’IA generativa è più che raddoppiato, passando dall’11 al 24%. Con l’Agentic AI si apriranno scenari sorprendenti”.
Negli ultimi anni il turismo ha assistito a una progressiva evoluzione degli strumenti digitali: dai portali di prenotazione del Web 2.0, basati soprattutto su ricerca, comparazione e recensioni, si è passati ai sistemi di AI generativa, capaci di produrre suggerimenti e itinerari testuali personalizzati. “L’Agentic AI – rimarca Alessandra Vitale dell’Unicusano – sono sistemi di Intelligenza Artificiale dotati di maggiore autonomia operativa che non solo rispondono alle richieste dell’utente, ma organizzano processi, prendono decisioni sequenziali e costruiscono soluzioni più articolate”.
La ricerca dimostra che l’Agentic AI, rispetto all’applicazione della Generative AI e piattaforme Web 2.0, non si è limitata a generare contenuti plausibili, ma ha dimostrato una maggiore capacità di costruire proposte di viaggio coerenti, realistiche e concretamente utilizzabili.
Il sistema ha prodotto gli itinerari più fattibili, verificabili e sensibili al contesto, superando gli altri modelli in alcune dimensioni centrali della pianificazione di viaggio quali ottimizzazione dei costi, efficienza temporale, sostenibilità delle soluzioni proposte, capacità di gestire vincoli specifici e personalizzazione contestuale degli itinerari.
Ma è in questo contesto che diventa fondamentale una riflessione condivisa dallo studio dell’Unicusano: se gli algoritmi diventeranno sempre più capaci di pianificare, selezionare e gerarchizzare le opzioni di viaggio, allora la questione non sarà solo quanto siano efficienti, ma anche quali modelli di turismo contribuiranno a rendere competitive le destinazioni turistiche.
L’Agentic AI emerge così come una frontiera promettente, ma anche come un terreno che richiede nuove regole, nuovi dati e nuove forme di coordinamento tra innovazione tecnologica e interesse collettivo.
