Violenza giovanile e relazioni fragili: la lettura della psicologa Silvia Calzolari

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Il contributo della psicologa forense Silvia Calzolari, componente della Fondazione Insigniti OMRI, alla videoconferenza promossa dalla Fondazione sul tema della violenza giovanile e delle fragilità educative


AgenPress. Nel corso di una video conferenza dedicata al tema della violenza giovanile e delle nuove forme di disagio relazionale, promossa nell’ambito delle attività della Fondazione Insigniti OMRI, la psicologa forense Silvia Calzolari, componente della Fondazione, ha offerto un contributo di analisi centrato sulle trasformazioni in atto nelle dinamiche sociali ed educative delle nuove generazioni.

L’intervento ha posto in evidenza una crescente discontinuità tra la dimensione digitale delle relazioni e la capacità dei giovani di sviluppare competenze prosociali nella vita reale. Secondo Calzolari, l’iperconnessione tipica dell’universo social non si traduce automaticamente in una maggiore capacità di relazione, ma anzi può accompagnarsi a una progressiva riduzione delle abilità fondamentali di convivenza: ascolto, rispetto reciproco, gestione del conflitto e riconoscimento dell’altro.

In questo quadro, è stata sottolineata la presenza di una crescente difficoltà nella gestione dei conflitti, che tendono a non essere più elaborati attraverso codici relazionali condivisi, ma a sfociare in forme di aggressività o rimozione, anche precoce. La violenza, in tale prospettiva, viene letta non solo come comportamento episodico, ma come possibile esito di un impoverimento progressivo delle competenze educative e relazionali.

Un ulteriore elemento richiamato riguarda l’impatto della sovraesposizione a contenuti violenti nei media e nei social network, che contribuisce a fenomeni di desensibilizzazione emotiva. La distanza tra gesto digitale e conseguenze reali appare sempre più ridotta nella percezione dei giovani, con effetti significativi sulla consapevolezza delle azioni e sulla responsabilità individuale.

Calzolari ha inoltre evidenziato il ruolo centrale degli adulti di riferimento, sottolineando la necessità di una presenza educativa autorevole e coerente. In numerosi casi, infatti, i giovani manifestano implicitamente o esplicitamente un bisogno di regole, orientamento e contenimento, che non sempre trova risposta adeguata nei contesti familiari e sociali.
Tra i fattori di protezione, l’intervento ha richiamato il valore delle attività sportive, culturali e aggregative come spazi privilegiati di socializzazione positiva. In tali contesti è possibile ricostruire esperienze di cooperazione, rispetto delle regole e gestione costruttiva delle dinamiche di gruppo, contrastando forme di isolamento e disgregazione relazionale.

La video conferenza si inserisce nel più ampio lavoro della Fondazione Insigniti OMRI sui temi della prevenzione dei comportamenti a rischio in età giovanile, confermando la centralità di un approccio multidisciplinare che integri competenze psicologiche, educative e istituzionali nella lettura dei fenomeni contemporanei legati alla violenza giovanile.

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